Italia, paese a sovranità limitata

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    Appena cerchiamo su un motore di ricerca “Basi Nato Italia” troviamo subito una cartina che molto mi ha colpito per la sua esplicita eloquenza:
    Possiamo subito notare che tutte le regioni, fatta eccezione per la Valle d’Aosta, l’Umbria, l’Abruzzo ed il Molise, sono costellate di basi militari Nato.
    In tutto sono 113 le basi che, a vario titolo, sono radicate sul (ex) “suolo patrio”.


    Da poche settimane una delle più famose è stata smantellata: la base della Maddalena, un’isoletta a nord della Sardegna ed inserita in un paradiso naturalistico che molte associazioni da svariati anni denunciavano “violato” da inquinamento nucleare. Non è neppure un caso, credo, il fatto che la popolazione civile dell’isoletta ha uno dei più elevati tassi di tumori della nazione.
    Altra base famosa, riguardo alla recente cronaca, è la base di Vicenza: gli invasori chiedevano – imponevano – allo Stato Italiano l’allargamento della superficie… Cosa puntualmente ottenuta, a dispetto di chi credeva che un governo di sinistra… Tutte fandonie. Addirittura sono riusciti a blaterare di “problemi urbanistici” e “impatto ambientale”: questi furono i tentativi di opporsi, niente popò di meno…, invece di dire che il suolo patrio appartiene alla Nazione e che non è più tollerabile che delle potenze straniere abbiano degli avamposti militari all’interno di Stati legittimi e sovrani. Banali scusette di circostanza, ma poi tutti si affrettano a prostrarsi dinnanzi all’invasore d’oltreoceano che occupano da 60 anni la nostra Patria per conseguire solo ed esclusivamente gli interessi delle loro lobbies, ovviamente il tutto contro i nostri interessi, che li ospitiamo. Non dimentichiamo, infatti, che proprio la base di Vicenza fu logisticamente fondamentale per bombardare Belgrado, dove morirono migliaia di fratelli serbi.

    Oggi da queste basi si alzano in volo centinaia di aerei che, con molta probabilità, semineranno morte e distruzione per i fratelli irakeni e afgani, popolazione civile e resistenti armati indistintamente.

    Il momento di gloria patria, forse veramente l’unico dal secondo dopoguerra, è oramai lontano. E’ lontano quell’11 ottobre 1985 in quel di Sigonella, dove i nostri Carabinieri alzarono le armi contro i militari USA, su ordine del Presidente del Consiglio, l’allora Bettino Craxi.

    E che dire di Camp Derby, uno dei più imponenti avamposti militari dell’intera Europa? Vi risiedono un migliaio di soldati. In tutta Italia sono stati stimati circa 14000 militari, tra Americani e provenienti da un po’ tutti i paesi aderenti all’Alleanza Atlantica, più comunemente chiamata Nato.

    14000 persone, l’equivalente alla popolazione di un grosso comune, distribuiti su centinaia di Km? di terreno dove vige la normativa internazionale.

    Come se tutto questo non bastasse… C’è da dire pure che i soldati Nato non sono processabili dalla giustizia italiana, in caso di reati commessi su territorio italiano, ma solo dalla giustizia militare del proprio paese. La extra-territorietà non impera solo all’interno delle basi, quindi, ma anche sui soldati invasori. Tutto questo lo abbiamo imparato con il nostro sangue, sangue italiano, per il famoso “caso Cermis”: la cabina della funivia precipitò nel vuoto perché un aereo Nato tranciò il cavo nel corso di un esercitazione finita in “sfida” tra i soldati… Il prode top gun è stato giudicato negli USA… Ma per i familiari delle vittime, giustizia, come troppo spesso avviene, non è stata fatta.

    Di recentissima attualità è da segnalare, per la cronaca “Sovranità limitata”, il caso della famigerata Moschea di Bologna. Non voglio entrare nel merito dello sterile “moschea si / moschea no”… I fatti parlano chiaro: la Nato si è espressa per impedire la costruzione della moschea e la moschea non verrà fatta (sembra che proprio su quel posto sarebbe dovuto passare un gasdotto per rifornire alcune basi militari, e si sa, i musulmani sono terroristi e non si sa mai…). Non il sindaco, il presidente della Regione, della Provincia, del Consiglio o la volontà popolare, ma un organismo straniero.
    Questo è solo un libero sfogo, ma la realtà dei fatti è molto peggiore di un articolo. La realtà è che con l’attuale classe politica schiava, il popolo è schiavo. Il popolo sarà finalmente libero dall’oppressione straniera solo quando prenderà coscienza di se stesso e in quel momento si libererà degli orpelli che la recludono. Solo allora ci sarà la vera, grande Patria: l’Europa dei Popoli e l’Italia libera dallo straniero invasore. Tutte le Nazioni saranno allora libere e tutti i Popoli saranno in grado di auto-determinarsi.

    Comunità Militante Perugia
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