Vicinissimi al popolo. E al centro

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    Perchè la politica (soprattutto come vuole la falsa retorica di sinistra) vuol dire stare vicino alla gente, la dove ci sono i problemi e le difficoltà…per un contatto sempre più stretto e per ascoltare le esigenze dei cittadini…

    ROMA – Devono essere stati quei due grandi ulivi piantati nel bel mezzo della piazzetta pedonale che guarda la basilica di Santa Anastasia, ai piedi dello sperone sud-occidentale del Palatino, a convincere Walter Veltroni e Dario Franceschini che lì, e da nessun
    altra parte, poteva nascere la sede nazionale del Pd.
    Un primo piano d’angolo fra via di San Teodoro e via dei Cerchi, cuore antico della capitale: all’interno, un loft rettangolare di circa mille metri quadri, senza stanze né pareti divisorie, planimetria perfetta per raccontare l’idea di un partito nuovo, aperto, senza steccati. Travi a vista a sorreggere il tetto spiovente, tavole di pino inchiodate sul pavimento, il Circo Massimo a far da panorama:l’ingresso sul retro, da un piccolo portone in legno arroccato in cima a dieci scalini. Sistemazione ideale per il sindaco di Roma, a non più di 600 passi dal Campidoglio, dove ha detto di voler restare dividendo con l’altra metà del ticket la fatica di fortificare la neonata creatura.

    Palazzo Chigi è a meno di due chilometri, il Senato poco più in là. La trattativa con la proprietà dell’immobile – ben 47 eredi fra figli, nipoti e affini di quattro diverse famiglie della comunità ebraica romana – si è chiusa ieri sera. Per il nuovo tesoriere, Mauro Agostini, trovare l’accordo sull’affitto non è stato facile: l’esigenza di concludere a un prezzo ragionevole, la ristrettezza dei tempi e un precedente affare andato male (il megaappartamento in via Abruzzi, vicino a via Veneto, sfumato per offerta insufficiente)
    consigliavano una fretta prudente.

    Il mercato da quelle parti è alle stelle, ne sanno qualcosa allo studio di progettazione Psa, che sta nello stesso complesso del Pd e ha appena rinnovato il contratto per altri 12 anni. “Per i nostri 400 metri quadri paghiamo poco meno di 10 mila euro al mese”, dice l’architetto Cristiano Incitti, “loro, se va bene, ne dovranno sborsare il doppio. E mi sono tenuto basso”. Duecentocinquantamila euro l’anno: questa la cifra che la proprietà, alla fine, dovrebbe aver accettato; non un centesimo di meno.
    Fino a un paio d’anni fa quello stesso spazio era occupato da un grande magazzino del marchio Balloon, vestiti e camiciole a basso costo; da allora è rimasto sfitto perché l’intenzione originaria era vendere. Richiesta: 22 milioni di euro, ma – a quanto sembra –
    l’interesse dei compratori è svanito in fretta per la difficoltà di convertire l’edificio, sottoposto a pesanti vincoli dalla Soprintendenza. Da qui la decisione di darlo di nuovo in affitto. Per Veltroni, che martedì sera ha effettuato un sopralluogo con un paio di fidatissimi collaboratori, è stato amore a prima vista.
    I lavori di ristrutturazione cominceranno a giorni e saranno seguiti dall’architetto Napoletano, lo stesso che ha sempre curato le proprietà immobiliari degli eredi. Ci sono da aprire due grandi archi in muratura, così da formare un ambiente unico (diviso, allo stato, in due open space da 650 e 400 metri quadri), lamare il parquet, ritinteggiare e dare una sistemata ai due piccoli soppalchi. L’ambiente sarà un capolavoro di sobrietà, lontano anni luce dalle tradizionali sedi di partito tutte stanze e corridoi: a significare, anche, che il modello Botteghe Oscure o Piazza del Gesù, per non dire del Nazareno, è tramontato per sempre. Una location all’americana fatta di lampade al led, design e tecnologia. Funzionale, pratica, soprattutto aperta: come il Pd.
    Che potrà pure contare, e magari non è un caso, sulla vicina chiesa di Santa Anastasia: l’unica di Roma aperta giorno e notte perché è lì che i fedeli vanno a chiedere la grazia.

    fonte: repubblica