La strage di Gorla [20 Ottobre 1944 – 2007]

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    La mattina del bombardamento, tre squadre di bombardieri partirono da Foggia verso Milano con il compito di bombardare gli stabilimenti Breda, vicino Sesto San Giovanni.
    La prima squadra di bombardieri, prima dell’ arrivo sul punto stabilito per il bombardamento, dovette, per un inconveniente tecnico, liberarsi del carico e le sue bombe finirono, senza creare danni, all’ interno di una campagna. Le altre due squadre, nel frattempo, erano nelle vicinanze del bersaglio: la prima, seguendo la rotta prestabilita di 118°, colpì in pieno le officine;

    nello stesso momento, il comandante della seconda squadra si accorse di essere fouri di ben 22° dalla rotta (da 118 a 140°), divario impossibile da risanare. Il comandante, anziché proseguire sulla rotta e sganciare le bombe sulla campagna cremonese, decise di liberarsene facendole giungere sul centro abitato (dove non si trovava alcun obbiettivo militare ma soltanto strutture civili, visibili per via delle ottime condizioni climatiche).

    Tre minuti dopo (11,24) Gorla subì il bombardamento: officine, case, negozi e quant’ altro vennero distrutte dalla bombe. Il bilancio finale fu di 480 morti e 750 feriti. Una delle bombe, di 500 kg di peso, cadde proprio sulla scuola elementare “Francesco Crispi”, mentre i bambini stavano scendendo nel rifugio antiaerepo. L’ edificio fu completamente distrutto e 232 bambini, di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, oltre a tutto il personale scolastico, furono coperti dalle macerie. Tra le macerie persero la vita 174 bambini, 14 maestri, 4 bidelli, la direttrice nonché l’ assistente sanitaria.L’ azione di soccorso fu veloce, ad opera di squadre militari come la Legione “Ettore Muti”, le ausiliarie SAF e la Brigata Nera “Aldo Resega” ed unità civili aiutate dai sopravvissuti. Nonostante gli sforzi, il 75% dei bambini non riuscì ad uscir vivo dalle macerie.

    Tratto da Wikipedia