Mamma is watching you!

    437

    Ecco come crescono i giovanissimi: obesi, stressati, se sei vivace ti danno i calmanti, e da oggi, molto spiati. Abituati ad avere il cellulare fin dalla tenerissima età (non si sa mai, dicono i genitori impauriti), ora hanno anche inventato la giacca che dice ai genitori dove sono. Gli stessi genitori obbligati a lavorare, che trascurano i figli come fossero un peso da portarsi appresso e che vorrebbero rimediare alle loro mancanze con controlli polizieschi. E allora niente più scappatelle, bigiate a scuola o uscite “clandestine” con gli amici. Niente più prime sigarette o libertà di movimento. Tutti chiusi nella palla di vetro, e non si cresce mai. Vogliono rinchiudere in gabbia la vitalità che tutti i ragazzini hanno, per paure e stress di cui i genitori-assenti sono le prime vittime. Viviamo nel mondo del panico generale, degli attacchi improvvisi, tutti hanno paura e neanche sanno di cosa. Tutti vivono con iper-ansia fin da bambini. Che crescono tristi, amorfi e ad occhi spenti. Grazie anche al fantomatico progresso.
    E ora ricordati: sanno sempre dove sei.

    LONDRA — La marca è Blade Runner, nome suggestivo di una griffe specializzata in equipaggiamento per la polizia e i servizi di sicurezza. Ora i creativi dell’azienda britannica hanno lanciato sul mercato un giubbotto con sistema Gps, il Global positioning system satellitare già usato per gli antifurti e i navigatori delle auto e inserito anche nei telefoni cellulari. Il bomber permetterà ai genitori apprensivi di seguire minuto per minuto il percorso dei figli e di rintracciarli con un’approssimazione di quattro metri quadrati. Un giornalista del Guardian lo ha fatto provare al figlio dodicenne. Secondo il suo racconto, con reciproca soddisfazione.

    Il più eccitato sembra il padre, John Grace, che di solito si occupa di recensioni letterarie e comincia così il suo pezzo da cronista sul campo: «Le coordinate dell’asset sono longitudine 0.098610, latitudine 51.519699. Le leggo sul mio computer. Ed è la prima volta che mio figlio Robbie è definito un asset». Asset è un termine che in economia significa «disponibilità, bene» ed è stato suggerito dalla Asset Monitoring Solutions, la società di tecnologie per la sicurezza che ha lavorato all’idea con gli stilisti di Blade Runner.

    Il primo passo è stato di farlo accettare a Robbie. «Non lo porterò mai», aveva annunciato quando il padre gliene aveva parlato. «Sapete, per un dodicenne la street credibility, il look da strada è essenziale », scrive Grace. Poi la sorpresa: il Blade Runner è nero, attillato, ha anche una tasca interna per l’iPod. «Ok, mi va», ha detto Robbie. L’esperimento è cominciato.
    Gli aggiornamenti sugli spostamenti del ragazzo arrivano in tempo reale sullo schermo del padre, che apre una finestra su Google Earth e controlla la strada dove Robbie sta camminando. Ma non c’è nemmeno bisogno di stare attaccati al computer: la giacca di Blade Runner è fornita di un congegno con batteria ricaricabile che si attiva all’uscita di casa, dura 15 ore ed è programmato anche per mandare messaggi sul telefonino o avvisi via email sul Blackberry. Si può ordinare al sistema di dare l’allarme solo se il giovanotto si allontana dalla zona dov’è previsto che si trovi in un dato momento, per esempio l’edificio scolastico.

    Il bomber costa 250 sterline (360 euro), più 10 sterline al mese di abbonamento al sistema satellitare. Per 80 sterline in più si può comprare un modello con imbottitura protettiva in kevlar, particolarmente utile in una città come Londra dove i teenagers circolano armati di coltello. Non è uno scherzo, perché quest’anno nelle strade di Londra una ventina di minorenni sono stati uccisi nelle risse o nei regolamenti di conti tra bande. E la versione rinforzata in kevlar, secondo le cronache, ha già salvato la vita a un quindicenne aggredito nell’East End violento mentre prendeva qualche sterlina da un bancomat: «Se non lo avessi avuto, quello che mi ha attaccato mi avrebbe tagliato la schiena», ha raccontato John Cook a Sky News.

    Le ansie dei genitori non hanno confini. Anche i telefonini che ormai sono nelle tasche di tutti i minorenni occidentali sono stati concessi per permettere di chiamare i figli e porre la fatidica domanda «dove sei?». Ora, negli Stati Uniti, uno studente della Stanford University ha costituito un network chiamato Loopt che permette a chi si collega di ricevere sullo schermo del cellulare dotato di chip Gps una mappa stradale con le coordinate degli altri utenti-amici con cui si è deciso di condividere il servizio. Costo dell’abbonamento 2.99 dollari al mese, meno di 3 euro. Non serve che chi si vuole localizzare risponda alla chiamata, l’informazione arriva in automatico, appena si compone il numero. E il New York Times lo ha già inserito tra i gadget di tendenza.
    Tornando a Londra, secondo Adrian Davis, direttore della Blade Runner, il modello di giaccone con Gps è consigliato anche per i genitori che mandano i figli a fare sport avventurosi, come lo snowboard: «Sai sempre dove sono e in caso si trovino nei guai possono attivare un allarme per far rilevare immediatamente la loro posizione».

    Rischio che i genitori si trasformino in Grandi Fratelli? «Certo, noi esigiamo controllo, mentre i nostri figli reclamano indipendenza, ma questa tecnologia rassicurante può convincere i padri e le madri a concedergliela con più larghezza», spiegano i produttori.

    Un solo punto debole. Che succede se il ragazzo si toglie il giubbotto? Commento del giornalista-padre del Guardian: «Con tutta la roba che Robbie ha perso e con quello che costa il Blade Runner, forse sarei più interessato a recuperare la giacca che a sapere subito dov’è andato a cacciarsi lui».

    Guido Santevecchi
    24 ottobre 2007

    Fonte: corriere.it