Sconfitte multinazionali

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    È vero che spesso l’informazione è fatta solo di cattive notizie, perche’ si cerca di mettere in rilievo ciò che non va, quasi per invocare un’inversione di rotta. Ma ogni tanto una buona notizia fa anche bene a rinfrancare lo spirito, affinché ci ricordiamo che, è vero, ci troviamo in un mondo oscuro, ma che in fondo dietro le nuvole il sole c’è sempre. Una di queste e’ la sconfitta di alcune multinazionali, quelle che vorrebbero (e quanto ci riescono!) un vero e proprio oligopolio sui farmaci, un modo come un altro per ricavare profitti dalla sofferenza, come questa economia delle catastrofi ci ha abituato. Che traggono vantaggi dalle guerre, dalle calamità naturali, persino dai fondi benefici o finalizzati alla ricerca. Una vera e propria economia dell’inversione, fedele riflesso di una società sovvertita.
    Questa battaglia però l’hanno persa. Almeno questa. Almeno in India.

    L’India potrà continuare a produrre farmaci a basso costo, indispensabili per combattere molte malattie nei paesi più poveri. È questo il significato di una sentenza del tribunale di Chennai (India) che ha respinto il ricorso della multinazionale farmaceutica svizzera Novartis contro la legge indiana sui brevetti. L’industria indiana, infatti, produce ed esporta a prezzi molto bassi i farmaci generici il cui brevetto è scaduto. Tra questi, medicine contro l’Aids utilizzate per curare milioni di africani. Le multinazionali farmaceutiche aggiravano le scadenze dei brevetti modificando solo marginalmente i farmaci e presentandoli come nuovi (e quindi protetti da nuovo brevetto). La sentenza rende ora impossibile, in India, questo espediente.

    Focus n°181 – novembre 2007