Impunita’ comunista. Come da legge.

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    Sen. GianniniCerto che l’Occidente moderno è una strana civiltà (“strana” e “civiltà” sono eufemismi, logicamente!). Per averne conferma non ci si mette molto: basterà vedere un qualunque Tg o leggere un giornale. Se in Germania la conduttrice del principale Tg viene liquidata per aver osato appurare le buone politiche sociali ed infrastrutturali (come ha confermato qualche tempo dopo in una intervista) attuate dal Nazionalsocialismo, in Italia, uno dei tanti “onorevoli” comunisti o post-comunisti può esaltare la Rivoluzione d’ottobre in Parlamento, naturalmente senza timore di incorrere in analoghi trattamenti, tanto meno in sanzioni. Indifferente alla verità storica (è lo stesso Trotzky, infatti, a definire quella rivoluzione come un “colpo” effettuato da pochi all’insaputa del popolo) ed al buon gusto (visto che la tanto esaltata Unione Sovietica ha provocato milioni di morti, senza contare quelle provocate indirettamente negli altri paesi che hanno seguito il suo disumano modello di società), il rifondarolo Giannini (foto) ha potuto liberamente difendere in Parlamento quell’oscenità della storia che è stata l’Urss. Non osiamo immaginare se un analogo intervento fosse stato fatto in difesa della più partecipata Marcia su Roma o dei giovani dell’Rsi, sacrificatisi disinteressatamente per non dover cedere alla vergogna. In realtà, fatichiamo anche ad immaginare una cosa simile…In fondo, siamo nello stesso paese in cui i fascisti sono considerati delle non-persone per disposizione costituzionale…!

    Ecco i passaggi principali dell’intervento del senatore Giannini:

    “Signor Presidente, ieri sera, nella seconda parte del Tg2 delle 20.30, è andato in onda un servizio sulla Rivoluzione d’ottobre. Affermo in modo determinato, forte e chiaro che è stato un servizio vergognoso. È stato esplicitamente detto che la Rivoluzione d’ottobre è stata solamente un sanguinoso colpo di Stato (…); che ha gettato la Russia nel sangue e nella violenza; che ha esportato con la forza l’orrore nel mondo; che ha favorito il sorgere del fascismo in Italia; (…) che la storia avrebbe dimostrato che comunismo e nazismo sono la stessa cosa; che il comunismo avrebbe manipolato i contadini e gli operai italiani. (…) Io mi sono alzato in piedi, come i contadini di Di Vittorio di fronte ai padroni delle terre, senza togliere il cappello, per dire che questo servizio è stato contro la democrazia, la storia e la civiltà. La Rivoluzione d’ottobre è stata tra i più grandi eventi della storia dell’umanità: superando il capitalismo, ha dimostrato a tutti i popoli oppressi all’interno del proletariato mondiale che i rapporti di produzione capitalistici non sono naturali e dunque eterni e immutabili. Che lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e sulla donna non è un destino ineluttabile; che i padroni non sono figli di Dio. La Rivoluzione (…) spinse masse sterminate sul piano proletario a liberarsi dal colonialismo, dallo sfruttamento e dalle dittature fasciste, e le grandi lotte operaie e contadine di questo paese furono possibili anche grazie all’Ottobre. Il comunismo, si è detto, sarebbe uguale al nazifascismo: si vergognino! Sempre si vedrà la differenza! Fascisti e destre sono i servi fedeli del potere economico e dei signori della guerra e come i nazisti hanno in odio diversi, rom, immigrati, comunisti. Noi comunisti, per nostra natura, per nostro ideale, siamo dalla parte della pace e dei lavoratori. Mi lasci rispondere a tanta vergogna, signor Presidente, mi lasci parlare col cuore: viva la Rivoluzione d’ottobre, viva Antonio Gramsci, viva Giuseppe Di Vittorio, viva i morti di Reggio Emilia, viva il socialismo!”