Dopo Gianfranco ora è il turno di Walter

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    VeltroniCome dodici anni fa il leader di alleanza nazionale inagurò la sua corsa verso il potere abiurando le sue radici ideologiche, ora è il turno del leader del neonato partito democratico. Il sindaco di Roma, presentando il nuovo libro di Cristina Comencini “L’illusione del bene”, ha affermato che le foto agghiaccianti del campo di concentramento di Pol Pot non sono diverse di quelle che troverà tra 10 giorni andando ad Auschwitz. Prosegue il mea culpa di Walter dichiarando che gli orrori compiuti dalle dittature che hanno represso le libertà individuali sono uguali indipendentemente dalla loro bandiera e dalla loro ideologia. Per il nuovo leader della sinistra italiana è arrivato il momento di fare i conti con il comunismo: “Quel che bisogna dichiarare per essere creduti rispetto ciò che è stata la storia del comunismo si trova nella vita concreta di milioni di persone”.
    Ma la storia politica del nostro Walter è ben nota a tutti: mosse i primi passi da bambino nel P.C.I; divenuto grandicello decide di cambiare look e dichiarando di non essere mai stato comunista diventa sindaco della capitale. Ora il furbetto Walter, paragonando i crimini delle dittature comuniste a quelle del nazionalsocialismo, si presenterà di fronte all’elettorato come il “Bill Clinton” italiano spiazzando e mettendo all’angolo i suoi alleati della sinistra arcaica e radicale ma sopratutto mandando in pensione il professore Prodi. Un consiglio per Walter: annulla il viaggio ad Auschwitz e vai a Pechino e fai una piccola gita nei “Lagoai” nei campi di concentramento cinesi, con la differenza che questi sono tutt’ora attivi………e potrai vedere (non tramite foto e documentari) gli orrori e crimini che si compiono sugli essere umani…oggi e non ieri.

    ROMA – “Ho visto le foto dei campi di concentramento di Pol Pot. Erano delle foto agghiaccianti non diverse da quelle che tra 10 giorni troverò andando ad Auschwitz”. Lo ha detto il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, spiegando che gli orrori delle dittature che hanno represso le libertà individuali sono uguali a prescindere dalle bandiere che li hanno ispirati.

    Veltroni ha affrontato la questione alla Galleria Colonna di Roma presentando l’ultimo lavoro di Cristina Comencini ‘L’illusione del bene’ insieme all’autrice e all’attrice Margherita Buy, che ne ha letto alcuni brani. Veltroni ha fatto riferimento al viaggio che farà ad Auschwitz con gli studenti romani dall’11 al 13 novembre.

    Il sindaco della capitale ha preso a riferimento le fotografie pubblicate di recente su un quotidiano che rappresentavano i campi di lavoro dei kmer rossi: “Quelle foto sono agghiaccianti – ha sottolineato – e non sono diverse da quelle che fra dieci giorni vedrò andando ad Auschwitz. Sono diversi i colori delle bandiere, sono diverse le motivazioni, ma le vite degli esseri umani sono le stesse”.

    Una riflessione sul comunismo quella contenuta nel libro della Comencini, “un romanzo coraggioso – aggiunge Veltroni – che ci ricorda che nessuno di noi ha il diritto di rimuovere ciò che è stato che nessuno di noi ha il diritto di attribuire al tempo la possibilità di rimuovere le tracce morali di ciò che è stato, anche i vertici impensabili del male che hanno finito per macchiare il mondo intero”.

    Infine un riferimento alla necessità di fare i conti con il comunismo e con ciò che esso ha rappresentato in diversi Paesi del mondo: “Quel che bisogna dichiarare per essere creduti rispetto a ciò che è stata la storia del comunismo si trova nella vita concreta di milioni di persone. La vita non merita di essere archiviata sotto diverse specie in ragione delle motivazioni che hanno spinto a fare l’una o l’altra cosa, perché il significato di entrambe è lo stesso e cioè la riduzione della libertà, la soppressione della possibilità di vivere la propria vita manifestando le proprie idee e avendo la propria religione”.


    (29 ottobre 2007)

    Fonte: la Repubblica.it 29 ottobre 2007

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