Il pilota che uccise 200mila persone

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    Enola Gay Paul TibbetsE’ morto a 92 anni Paul Tibbets, il pilota dell’Enola Gay che sgancio’ la bomba atomica su Hiroshima. Il bombardamento causo’ la morte di circa 200 mila persone (nell’immediato e in seguito al bombardamento), e rovino’ l’esistenza delle generazioni future colpite irrimediabilmente dalle radiazioni. E’ la stessa storia americana macchiata di delitti atroci, perpetrati sulla pelle di gente innocente, o, come in questo caso, dettati soltanto dalla vendetta, senza nessuno vero scopo militare o strategico, visto la guerra era ormai vinta. Sono le stesse mani insanguinate che colpiscono oggi in Iraq, Afghanistan, che hanno colpito la popolazione indiana all’inizio della storia, e che distrugge ogni civilita’ degna di questo nome, come il Giappone stesso, per sostuirla con una basata sul profitto, il denaro e la sopraffazione. Questi sono gli Usa, questa e’ la liberta’ e la democrazia che vorrebbero esportare, e di cui sono i degnissimi rappresentanti.

    Si è spento Paul Tibbets, il pilota del B-29 «Enola Gay» che sganciò la bomba atomica su Hiroshima. Tibbets è morto a 92 anni a Columbus, in Ohio. Fu lui, all’epoca un colonnello dell’Air Force, a ribattezzare con il nome della madre il bombardiere B-29 Superfortress
    che il 6 agosto 1945 colpì la città giapponese con il primo ordigno nucleare mai usato nella storia.

    Tibbets, secondo quanto ha riferito l’amico di famiglia Gerry Newhouse, ha lasciato detto di non celebrare un funerale per lui e di non porre una lapide sulla sua tomba, per il timore che divenga un luogo per manifestazioni di protesta.

    Il pilota guidò nel 1945 un equipaggio di 14 persone, che sganciò un ordigno da 5 tonnellate, battezzato «Little Boy». L’esplosione uccise tra le 70 e le 100.000 persone, mentre altre decine di migliaia rimasero segnate per sempre dalle radiazioni. Tre giorni dopo, gli Usa fecero il bis a Nagasaki, spingendo il Giappone alla resa e chiudendo
    così la Seconda Guerra Mondiale. «Non sono orgoglioso di aver ucciso 80.000 persone – ha detto Tibbets anni fa, in un’intervista – ma sono orgoglioso di essere partito dal niente, aver pianificato l’intera operazione ed essere riuscito ad eseguire il lavoro perfettamente. La notte dormo bene». Tibbets aveva lasciato l’Air Force nel 1966 con il
    grado di generale ed aveva messo in piedi una società di taxi-jet in Ohio.

    link: http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_01/tibbets_enola_gay.shtml

    [i link nell’articolo sono della redazione di at.com]

    [errata corrige sui numeri dei morti, correzione alle 15,25]