Impiccato per le prese in giro

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    Bulli, bullismo….un fenomeno “allarmante” come direbbe qualche giornalista di alto livello che ha poco di cui parlare…Si parla ormai da parecchio tempo in modo insistente delle prese in giro e delle classiche bravate a scuola. Che ci sono sempre state, e che solo adesso fanno parlar di se’ cosi’ tanto. E che portano, anche quando non ce n’e’ bisogno, ad un’allarmismo eccessivo, che puo’ portare gravi conseguenze, ingigantendo un problema che in realta’ non c’e’. E i giovani piu’ deboli potrebbero trovare un facile appoggio per gesti esagerati di autolesionismo. Uno di questi si e’ impiccato qualche giorno fa.

    ISCHIA Un ragazzino di 14 anni, D. G., si è tolto la vita impiccandosi. E’ accaduto a Ischia (Napoli). I genitori ne avevano denunciato la scomparsa alla polizia mercoledì pomeriggio, ma in serata gli agenti del commissariato hanno ritrovato il corpo in un terreno non distante dalla casa in cui viveva con la famiglia. Gli inquirenti non hanno dubbi sul fatto che si tratti di un suicidio. Ai soccorritori, la madre, disperata, ha detto che il figlio veniva preso in giro a scuola. Il ragazzo frequentava il liceo classico “Scotti” di Lacco Ameno, un istituto segnato da un destino tragico: negli ultimi anni altri tre studenti si sono suicidati, due ragazze di 19 e 17 anni e un ragazzo di 17.

    Secondo le prime ricostruzioni, D. G. sarebbe stato più volte deriso dai compagni per la sua “eccessiva bravura” grazie a un media del 9 conseguita in diverse materie. Fra le “accuse” degli altri alunni del quinto ginnasio, anche il fatto che il loro compagno volesse entrare sempre in classe, anche nei giorni di sciopero. Da quanto si apprende, la madre aveva già in passato informato gli insegnanti dello stato di disagio in cui il figlio viveva.


    Di recente D. G. si era anche presentato alle elezioni del Consiglio di classe, ma non aveva ricevuto nemmeno un voto. Di questo aveva parlato con la madre (i genitori sono separati da quattro anni, il padre vive a Roma) che aveva cercato di consolarlo, dicendo fra l’altro che sarebbe andata a parlarne con i docenti. Ma il ragazzo aveva chiesto che la donna non intervenisse nella vicenda.

    Secondo quanto trapelato da fonti investigative, la polizia avrebbe sequestrato le schede utilizzate per l’elezione del rappresentante di classe: in uno di quei foglietti potrebbe esserci uno dei motivi che ha portasto il giovane al suicidio. La polizia ha interrogato la madre, la nonna, gli insegnanti e alcuni compagni di classe del ragazzo, in tutto una decina di persone, per capire se lo studente fosse vittima di semplici burle dei compagni o di qualche episodio di bullismo. Nella classe del liceo Scotti ci sarebbero studenti definiti dagli investigatori “normali” e non ragazzi cosiddetti “difficili”.

    (1 novembre 2007)