Crisi in Georgia, quali interessi dietro il sipario?

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    Georgia, CrisiDopo la rivoluzione delle rose, sovvenzionata da Soros e company, ora la Georgia si trova sull’orlo della guerra civile. La situazione non e’ dissimile da quella di altri paesi del nodo eurasiatico (vedi l’Ucraina), vicini alla Russia e contesi dal mondo occidentale, in particolare dagli Usa.
    Le rivoluzioni “colorate” sono state per lo piu’ provocate e finanziate da gruppi di pressione degli Usa a favore di diversi movimenti nazionali (che poi agiscono per conto degli Usa stessi), e tendono a creare uno stato di tensione atto a mettere in crisi i governi filo-russi. Con la presa del potere, resa possibile dalle sovvenzioni occidentali e dalle forzate elezioni, si “strappa” un paese al nemico russo e viene instaurato un governo filo-occidentale, avvicinandolo cosi’ alla causa statunitense. E’ questo uno dei motivi (oltre che per cercare di rendere la loro causa “giusta” agli occhi dell’opinione pubblica) per il quale i media occidentali non perdono occasione per attaccare Putin, il quale invece sta dimostrando di essere un capo di stato degno di questo nome. E una vera alternativa al mondo statunitense e alla loro folle visione del mondo che ci sta portando (se gia’ non ci ha portato) alla rovina.

    Articolo:

    TBILISI – Nuovi scontri con la polizia (guarda il video) nella piazza del Parlamento a Tbilisi nel sesto giorno consecutivo di protesta degli oppositori del presidente della Georgia Mikhail Saakashvili, il quale dal canto suo ha accusato i servizi segreti russi di fomentare i disordini. La polizia ha fermato tre attivisti, tra cui uno dei leader dell’opposizione, l’ex ministro per la Soluzione dei conflitti Georghi Khaindrava. Le forze dell’ordine hanno lanciato gas lacrimogeni, utilizzato i manganelli e sparato con cannoni ad acqua.

    STATO DI EMERGENZA – In serata il presidente georgiano Mikheil Saakashvili ha decretato lo stato di emergenza per quindici giorni. Ad annunciarlo è stato il primo ministro Zourab Nogaideli alla televisione.

    CHIESTE LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE – L’opposizione chiede le dimissioni di Saakashvili e l’anticipo delle elezioni politiche dall’autunno alla primavera del prossimo anno accusando il capo dello Stato di abuso di potere e di cattiva gestione economica. L’opposizione si è unita contro il governo dopo che il mese scorso è stato arrestato l’ex ministro della Difesa Irakly Okruashvili, che in tv aveva accusato Saakashvili di corruzione e complotto. Il capo della Chiesa ortodossa ha incitato entrambe le parti alla calma e si è offerto come mediatore.

    ALLEANZE – Saakashvili arrivò al potere con la cosiddetta «rivoluzione delle rose» dell’autunno 2003 che costrinse il presidente Eduard Shevardnadze, ex ministro degli Esteri dell’Unione sovietica, alle dimissioni. Da allora la Georgia si schierò apertamente con l’occidente e in particolare divenne una fedele alleata di George Bush nella regione caucasica. Il presidente russo Vladimir Putin ha da tempo avvertito la Georgia di non schierarsi contro gli interessi strategici di Mosca utilizzando anche pressioni militari ed economiche.

    ACCUSE AI SERVIZI SEGRETI RUSSI – Il ministero della Salute ha reso noto che 250 persone sono state trasportate in ospedale dopo la carica della polizia. Oltre 50 manifestanti sono stati già dimessi, ha detto il ministero. Il primo ministro Zurab Nogaideli ha detto che le autorità hanno fatto un uso responsabile della forza. Il presidente Saakashvili è comparso in tv accusando i servizi speciali russi di provocare una rivolta civile in Georgia. «Il Paese sta affrontando una serie minaccia di rivolta. Dietro ci sono ufficiali di alto rango dei servizi speciali russi». Il ministero degli Esteri di Tbilisi ha richiamato il proprio ambasciatore a Mosca per «consultazioni» e ha annunciato l’espulsione di alcuni diplomatici russi.

    07 novembre 2007(modificato il: 08 novembre 2007)
    Tratto da corriere.it
    Link esatto: http://www.corriere.it/esteri/07_novembre_07/georgia_polizia_carica.shtml