Correre verso il nulla

    296

    ParsifalC’è da fare la spesa, ricaricare il telefonino, comprare le sigarette, pagare le bollette… cavolo! E poi bisogna preparare la colazione, rifornire la macchina di benzina, correre a lavoro, ecc. ecc.. Ecco solo alcune “faccende” che ogni giorno si ripetono “ritualmente”, tra il caos del traffico e gli inevitabili incolonnamenti di lamiere e fumi tossici. Senza essere disfattisti, ma guardando la realtà con occhi critici, c’è da considerare come più passano gli anni e più la qualità della vita, specialmente in città, tenda a divenire subumana e sempre maggiori, nei confronti di chi vive nelle metropoli di cemento ed asfalto, siano i tracolli psichici, le malattie cancerogene ed epidermiche, oltre che una sempre minore coscienza su quando diviene giorno e quando notte.
    Le continue sollecitazioni acustiche a cui si è sottoposti e di cui molte volte non ci si rende nemmeno conto, fanno arrivare alla sera con un inspiegabile mal di testa e con strane forme di nevrosi. Computer accesi, rumori del traffico, vociferare continuo, sono ormai il sottofondo musicale della nostra vita, a danno delle povere orecchie. Oltre a ciò, si aggiunge un elemento in più a “rovinare la giornata”, quello di essere sempre al “limite” della propria pazienza verso chi è arrogante e prepotente, egoista e labile mentalmente, verso coloro che, specialmente quando si deve usare l’automobile, mettono a dura prova la nostra “tenuta” e il nostro contegno. Chi è quel santo che, in vita sua, non ha mai perso la pazienza in mezzo al traffico di una metropoli? Questo è un tipico esempio, tuttavia, su come per noi è importante saper trasformare ciò che è veleno in farmaco, ossia imparare a misurare la personale pazienza anche in momenti in cui i nervi tendono a saltare.

    I ritmi di vita imposti dalla società moderna sono terrificanti, diabolici, disumani. Non c’è più tempo per pensare, riflettere, rientrare in sé attraverso una sana meditazione. Si vive una vita all’insegna della frenesia anche quando le esigenze pratiche non lo richiedono, quando si “stacca” dal lavoro e si hanno a disposizione momenti per porre quelle giuste riflessioni sulla propria condizione interiore, necessarie per una successiva azione che sia consapevole e motivata. E invece no! Quando si ha quel poco tempo libero, lo si vive con gli stessi ritmi imposti da questa società, in una continua rincorsa verso il nulla.

    Probabilmente c’è un errore di fondo che si compie ed è quello di pretendere di fare tutto e di sentirsi soddisfatti nell’avere fatto tanto. Ma così non è! La quantità e la qualità sono due cose diverse e spesso difficilmente compatibili e chi vuole dare un senso alla propria vita, sa che solo attraverso la qualità delle proprie azioni si riesce a vivere appieno l’essenza dell’agire. Le opere, la crescita interiore, lo sviluppo professionale e lavorativo e, non ultimo, quanto viene dedicato alla ricre-azione, devono essere equilibrati e dosati nel tempo che si ha a disposizione, in maniera tale da equilibrare la nostra stessa vita. Per fare un esempio, dedicare troppo al lavoro crea degli squilibri che si riversano negativamente ed inevitabilmente sul personale percorso formativo così come, viceversa, l’essere un perfetto militante ma senza un soldo perché senza lavoro.
    Raido 33Tuttavia, se sappiamo che per mangiare e permetterci qualche “svago” è necessario lavorare e guadagnare, se la militanza richiede del tempo durante la giornata, se la vita di coppia e l’eventuale famiglia ne richiedono altro ancora, diviene importante capire a quale attività dedicare quel poco che avanza, quel tempo che rimane a disposizione dopo avere assolto a quegli impegni che attengono al piano dei “doveri”. La vita è fatta di equilibri che se alterati possono determinare ripercussioni dolorose, è quindi importante avere chiaro che, se da un lato è necessario ritagliarsi del tempo per ricrearsi, allo stesso modo è fondamentale saper valutare e scegliere con determinazione e senza compromesso come e attraverso quale attività ci si vuole ricreare. Investire il proprio tempo libero in un’attività sana è sicuramente il miglior modo per “ricaricare le batterie” e continuare la propria battaglia in questo mondo. Prendendo spunto da una riflessione di Seneca, secondo il quale l’unica cosa che alla fine della nostra vita terrena non ci verrà restituita sarà il tempo, non possiamo che concordare e, allo stesso tempo, interrogarci su come spendiamo il tempo libero a disposizione.

    Se lo dedichiamo inseguendo cose inutili, inutile sarà il risultato formativo mentre, al contrario, se lo impiegheremo in azioni sane edificheremo noi stessi, il nostro spirito e la nostra comunità. Tuttavia, non bisogna cadere nell’errore di vedere questa “linea di condotta” come noiosa e priva di stimoli, in quanto sono molte le attività che uniscono all’aspetto ricreativo quello formativo. Il piacere di fare uno sport è un esempio su tutti, ma anche l’aspetto conviviale insito nel gustare un buon bicchiere di vino con i propri amici, o viaggiare per chi ne ha la possibilità, o visitare luoghi o musei, oppure leggere per citare solo alcuni esempi. Attraverso questi ultimi, comprendiamo come anche il tempo libero necessiti di un orientamento verticale, ossia di come sia importante divertirsi e rigenerarsi attraverso delle azioni sane. L’equilibrio nella vita, quindi, passa anche per questo e se è giusto vivere quanto la vita ci offre, è altrettanto giusto ed importante non creare delle “dipendenze” da nulla e da nessuno, altrimenti si cadrebbe in un altro e pericoloso errore.
    Vivere e confrontarsi, scoprire e conoscersi, in una continua ricerca di equilibrio, lontano da chi, come fosse un “impossessato”, continuamente corre verso il nulla.

    RAIDO

    Tratto da RAIDO
    CONTRIBUTI PER IL FRONTE DELLA TRADIZIONE
    N. 33 Solstizio d’estate/equinozio di primavera 2007