Police globalizated stupidity

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    NY policeA New York, la polizia uccide un ragazzo di 18 anni (scambiando la sua spazzola con una pistola) con 20 colpi di pistola, lo butta sulla macchina e poi lo ammanetta, nonostante fosse gia’ morto. Sembrerebbe una macabra barzalletta all’italiana sui carabinieri, ma e’ una storia drammaticamente vera. Che dimostra come i film di polizia abbiano influenzato un bel po’ l’immaginazione delle guardie. Americane e italiane senza distinzione. E la cronaca di questi giorni purtroppo lo dimostra…

    NEW YOK – Per la Polizia di New Yok sta diventando sempre più comune ammanettare il presunto colpevole anche se deceduto o ferito sotto i loro stessi colpi di pistola.
    E’ accaduto tre anni fa, quando tre uomini vennero colpiti nel Queens da almeno 50 proiettili della polizia. Ed è successo di nuovo lo scorso lunedì, quando un giovane di 18 anni, disarmato, è stato ucciso con 20 colpi di pistola da agenti della polizia della Grande Mela, che avevano scambiato per una pistola la spazzola tenuta in mano dal ragazzo. Il fenomeno è stato fatto oggetto di una articolo sul New York Times.

    «PROCEDURA STANDARD» – Sanguinante, a terra e già deceduto, il ragazzo è stato nonostante tutto, ammanettato. «E’ una procedura standard ammanettare qualcuno, anche se è stato colpito dagli spari»» ha spiegato Paul J. Browne, capo del dipartimento di Polizia di New York. E la pratica è avallata anche dal manuale Patron Guide, che da’ precise istruzioni in tal senso. Ma sono sempre più numerose le critiche di coloro che considerano ammanettare un ferito un’offesa alla dignità dell’individuo. «Ammanettare qualcuno che è stato ferito, o che è già deceduto o che sta morendo è una delle cose più barbare, inutili e orribili che la Polizia possa commettere», ha detto l’avvocato Ronald L. Kuby.
    E, in un’intervista concessa al telegiornale andato in onda su NY1, lo stesso patrigno di Coppin, Reginald Owens, ha detto che sentirsi raccontare dai testimoni che il ragazzo di 18 anni è stato ammanettato dopo essere stato colpito da 20 spari, ha alimentato ulteriormente la sua rabbia. «Ho sentito i racconti delle persone in strada che mi hanno riferito che è stato colpito dagli spari, e nonostante questo lo hanno ammanettato, per poi gettarlo nel retro della macchina», ha detto Owens. La vicenda di Coppin non è molto chiara. Gli agenti erano stati chiamati il giorno prima dalla madre della vittima a causa di una violenta lite familiare e al loro arrivo nella casa di Brooklyn il giovane non aveva obbedito all’ordine di fermarsi. Secondo quanto riportato dall’emittente Cnn, Coppin aveva gridato di avere una pistola, ma in realtà, secondo le testimonianze dei vicini, aveva in mano soltanto una spazzola.

    18 novembre 2007(ultima modifica: 19 novembre 2007)

    fonte: http://www.corriere.it/cronache/07_novembre_18/polizia_usa_uccide_ammanetta.shtml