Segnali di fumo

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    FumoA Napoli c’è la delinquenza…a Napoli c’è il problema dei rifiuti…a Napoli c’è l’enorme problema della disoccupazione, c’è lo smog…a Napoli i problemi sociali sono purtroppo innumerevoli…e giustamente, il comune, cosa decide di fare? Spendere soldi, energie e importanti risorse per vietare il fumo nei parchi…sic! Posto anche che il fumo all’aria aperta possa far male…l’amministrazione italiana (che nelle figure di Pecoraro Scanio e della Turco ha dato il plauso all’iniziativa) dimostra ancora che sa pensare solo alle cose più inutili del mondo…aggirando i seri problemi che affliggono la popolazione. Una decisione che per la sua tragicomicità…sarebbe perfetta per una scenetta di Totò…

    Da lunedì a Napoli è vietato fumare anche all’aperto, nei parchi comunali se si è in presenza di lattanti e bambini fino a 12 anni, e di donne in gravidanza. Lo stabilisce un’ordinanza del Comune, voluta dall’assessore alla Sanità, Rino Nasti, per tutelare i soggetti deboli esposti al rischio del fumo passivo. L’iniziativa ha ricevuto il plauso di esponenti della politica e dei ministri alla Salute Turco e all’Ambiente Pecoraro Scanio.

    Il provvedimento prende spunto dalla legge Sirchia del 2003, che prevede il divieto di fumo nei locali pubblici. Identiche le sanzioni: da 27,50 a 200 euro. La campagna in difesa delle cosiddette fasce deboli da parte del Comune di Napoli parte da un dato significativo: in Italia 1 fumatore passivo su 4 ha meno di 14 anni e ci sono 1,5 milioni di fumatori passivi con meno di 4 anni.

    Nasti si dice fiducioso sul senso di responsabilità dei napoletani: “Chi non ricorda i timori alla vigilia della legge Sirchia quando si pensava che a Napoli la legge antifumo non sarebbe stata rispettata. Invece qui è come altrove: nei locali pubblici non si fuma”. L’ordinanza dell’assessore verde presenta anche un altro significato: “Noi vogliamo che non si fumi più in presenza di bambini e donne incinte anche se ci si trova nella propria auto o in altri luoghi dove non ci siano leggi a proibirlo”.

    Il provvedimento antifumo nei parchi pubblici rientra anche nella strategia del ministero della Salute e nel programma Guadagnare salute che il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso mese di febbraio e che concede ai Comuni di intraprendere iniziative di prevenzione contro comportamenti che possano essere dannosi per la pubblica salute.

    L’ordinanza recepisce le proposte fatte da associazioni impegnate contro i danni derivanti dal tabagismo, a partire dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, e tengono conto del fatto che i parchi cittadini sono spesso utilizzati per manifestazioni pubbliche (cinema all’aperto, rappresentazioni teatrali e musicali, giochi per bambini) in cui, benché all’aperto, non viene garantita la salute dei non fumatori.

    “Il dispositivo – sottolinea Nasti – tende a migliorare la vivibilità dei parchi, garantendo una convivenza piu’ piacevole, di fatto mettendo Napoli nella condizione di incamminarsi per andare oltre la legge Sirchia del 2003. Notevoli e gravi – ricorda l’assessore – sono i danni derivanti dal tabagismo, auspico che questa attenzione verso i bambini e le donne in gravidanza sia da apripista per iniziative analoghe in altri Comuni ma soprattutto induca a riflettere nel difficile rapporto tra fumatori e soggetti cosiddetti deboli”.

    Il Comune istallerà dei cartelli per segnalare il divieto. Ma i primi giorni, garantisce l’assessore, sarà osservata una certa tolleranza, evitando la “caccia al fumatore”. “L’obiettivo principale – sottolinea l’amministratore locale – è che i napoletani smettano di fumare quando sono in presenza di bambini, per loro scelta, anche in casa o in auto”.

    Fonte:

    http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo388479.shtml