Chi non muore si rivede…

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    FemministeSembrava che il televisore trasmettesse un action-movie degli anni ’70 riportato al contesto odierno, sembrava un film frizzante ed esilarante ed invece……è tutto vero. Sabato per le strade di Roma hanno sfilato 150.000 donne per manifestare contro la violenza sulle donne; una nobile causa diventata un ottima scusa per far tornare vecchie pratiche ed ideologie. Ha cambiato il look il “femminismo” e ce ne accorgiamo dall’intervista che oggi appare sulle colonne del Corriere della Sera: Angelita Castellani, di anni trenta, attivista del collettivo femminista “Mele di Eva”, sabato scorso è stata tra le organizzatrici di questa parata in rosa con sfumature rosso-antico sbiadito. La neo-femminista del terzo millennio ribadisce la continuità con le sue “madri” degli anni sessanta, riconosce i diritti ormai acquisiti ma ribadisce che il pericolo e la minaccia (da parte di chi?) è sempre dietro l’angolo e lancia l’allarme per la difesa di questi diritti. Punta il dito contro i suoi compagni maschi (presunti tali) che ancora non sono usciti dall’ottica patriarcale e rivendica le contestazioni contro “le ministre” Turco e Pollastrini, presenti al corteo e colpevoli di aver venduto la causa femminista e di aver strumentallizzato il “movimento” varando un pacchetto sicurezza xenofobo e razzista. Da quale pulpito viene la predica, parlano proprio loro di razzismo, predicatrici dell’odio verso tutto ciò che è “maschio”, cacciano dal corteo i cronisti uomini, nei loro collettivi e nei loro cortei non può essere presente ciò che è diverso da loro e dalla loro natura di femmina. Si arrogano il diritto di rappresentare tutto il mondo femminile, quando per fortuna invece sappiamo e vediamo realmente che ci sono ancora delle donne che invece di perdere tempo con queste istrioniche manifestazioni, lottano ogni giorno per il vero Esser Donna (e non femmina), combattendo contro un lavoro sempre più precario, affrontando le mille battaglie giornaliere, per fare al meglio la loro missione di madri mogli o ragazze difendendo l’armonia e la felicità delle famiglie e dei loro figli.
    Fonte: Corriere della sera – lunedi 26 novembre 2007