Putin antidemocratico? I russi lo voteranno

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    PutinSi avvicinano gli appuntamenti elettorali in Russia: il 2 dicembre si vota per il parlamento ed a marzo per il nuovo presidente; quale scenario politico si presenta a ridosso di questa tornata elettorale? I sondaggi parlano chiaro e pure la gente ne è convinta, tutti si aspettano la vittoria della lista Russia Unita (la lista che appoggia Vladimir Putin) il che conferma l’ottimo operato del presidente uscente sia in politica interna che estera. Ma come! Putin non era diventato il nuovo zar del terzo millennio?! la minaccia mondiale contro i diritti dell’uomo e nemico giurato della democrazia?! Non ha dubbi lo storico professore dell’Università di Harvard, con alle spalle un’attività da consigliere dell’ex presidente degli Stati Uniti d’America Ronald Reagan, l’appuntamento delle prossime elezione russe potrebbe nascondere un dato inquietante da non sottovalutare. Lo storico intellettuale di origine ebraica (e poi dicono che la lobby ebraica non esiste!) vuole risvegliare le coscienze e puntare il dito contro il nuovo “pericolo”: è convinto che Putin voglia costruire un sistema politico a partito unico avvicinandosi sempre di più a un regime poco democratico. E allora questo illustre professorino di Harvard ci dovrebbe spiegare come mai questo tiranno ha il consenso e l’appoggio del suo popolo. Ci domandiamo stupiti, noi comuni mortali, cosa si nasconde dietro questi attacchi mediatici e politici contro il premier russo? La risposta è facile da trovare: Putin, per i democraticisti, è colpevole di amare la sua patria, di sognare un avvenire di grandezza per la sua terra, ma sopratutto di totale indipendenza della Russia e di tutta l’Europa dalla “colonizzazione” americana. Nei confronti della sudditanza al potere a “stelle e strisce” e delle lobby ebraiche, Putin rappresenta l’ultimo baluardo di indipendenza economica e politica della nostra Europa; basti ricordare la sua visita ufficiale a Teheran e la solidarietà manifestata al presidente dell’Iran Ahmadinejad, mandando su tutte le furie e rovinando i piani sul controllo geo-politico della super potenza americana. Per quegli europei che come noi ancora non hanno perso la speranza anche di fronte all’attuale scenario politico, una vittoria di Putin non può altro che rallegrarci. A differenza degli attuali capi di stato europei che sembrano dei burattini nelle mani dei banchieri e delle lobby di stampo massonico-sionista (in primis il presidente francese Sarkozy), Putin non si è piegato e si è ribellato all’attuale equilibrio europeo e mondiale…quando toccherà anche al resto dell’Europa?

    Commento ad un articolo di “Libero” di mercoledì 28 novembre 2007