Telefonini e sordita’

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    telefoniniDa Heliodromos

    Sembra che pochissimi conservino ancora il dono prezioso dell’ascolto. Anche perché per ascoltare occorrono due requisiti importati; primo, stare in silenzio, secondo avere il dono dell’udito. Invece oggi nulla è più importante che ostentare e parlare, non per dialoghi costruttivi o importanti comunicazioni, ma sempre più spesso solo per udire il tono della propria voce. A questo scopo il telefono cellulare si presta comodamente a soddisfare questo bisogno egocentrico, dato che, di norma, chi ne viene in possesso, ne sfrutta appieno le sue potenzialità. Ossia, poter effettuare una chiamata in qualunque luogo ci si trovi, meglio se in un luogo pubblico, ove si finge con un affettato riserbo di proteggere la propria conversazione, mentre si alza il tono della voce ogni qualvolta si incrociano altri passanti.

    Cosa poi si dice è del tutto irrilevante, come lo è anche ciò che viene detto dall’occasionale interlocutore. Ma in tal modo si è ottenuto un riconoscimento del proprio “status symbol” e, ovviamente una tacita conferma alla propria vanità. Per noi si è invece confermata la pressapochezza dell’individuo in questione e la totale sordità a tutto ciò che accade intorno a lui. Perché si può essere certi che la sordità materiale che oggi avanza non è altro che l’espressione più grossolana di una sordità spirituale e quindi di una ermetica chiusura a qualunque influenza che potrebbe trarre l’omo moderno dalla palude in cui affonda, giorno dopo giorno.