Dietro gli scioperi

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    TreniI sindacati si sono accaparrati alcuni tra i maggiori fondi pensione integrativi e li gestiranno mediante le banche “amiche-complici”…c’è ancora qualcuno in giro che crede che ciò costituisca una garanzia per i lavoratori?

    dalla rubrica dei lettori di effedieffe.com

    Ferrovie CGIL – Sugli scioperi

    Caro direttore, in margine al suo articolo sugli scioperi, da parte in causa (faccio il Capostazione da 30 anni, notti comprese, ma non “usuranti”…) vorrei precisare quanto segue.

    Nessuno dei “vecchi ferrovieri” vuole il contratto nuovo in quanto da “pagatissimi”, come dice lei, gli ultimi due contratti sono stati a perdere: quindi meglio tenersi il vecchio!
    Non si capisce dunque – visto che di ferrovieri nuovi ce ne sono ben pochi – perchè i treni si fermino se nessuno sciopera!
    Io ho la presunzione di saperlo: Mauro Moretti che è A. D. di FS S.P.A. (di cui Trenitalia è una delle tante società) era negli anni novanta a capo della FILT la potente organizzazione sindacale della CGIL. Erano gli anni in cui andava di moda la cosiddetta “cogestione”; in altre parole molti degli attuali capi di FS sono ex-sindacalisti cioè padroni di FS ed “ex-padroni” dei sindacati “maggiormente rappresentativi”: insomma “tutto fatto in casa”…
    La controprova?
    L’unica volta che io scioperando (non con i sindacati padroni) ho fermato un treno sono finito sotto processo, già condannato dal tribunale di Roma in primo grado, in attesa di appello.
    Ora non ho tempo, devo andare a fare l’ennesima notte “non usurante”, ma mi piacerebbe raccontarle un pò dall’interno quelle che succede nella mia azienda e che al di fuori non compare!
    Mi faccia sapere se è interessato: la prego solo di non pubblicare il mio nome, almeno per il momento, anche se per il processo di appello ho poche speranze!

    Giampaolo B.

    RISPOSTA
    Sono interessatissimo.
    Mi scriva.

    Maurizio Blondet