La bufala del riciclaggio delle plastiche

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    Riciclaggio[nice_sticky]Leggi comunali, decreti, multe per i trasgressori, contenitori blu, gialli, verdi e arancio per tutti i tipi di materie… tutto questo per apparire un paese pulito che non inquina la natura e ricicla tutto. Peccato che il riciclaggio, almeno come lo si descrive, sia tutto un bel sogno; si, perché forse in pochi conoscono le materie plastiche e la moltitudine di materie diverse usate per produrre tutti gli oggetti in plastica che ci circondano. [/nice_sticky]Facciamo qualche esempio: i bicchieri o i piatti usa e getta possono essere prodotti a partire dal polistirene o dal propilene, ed in realtà sono composti da miscele di materie che sono varianti delle materie prime citate, questo per conferire determinate proprietà ai prodotti. Quando una azienda che si occupa di riciclaggio analizza un contenitore di rifiuti plastici si trova davanti a 7 o 8 tipi di materiali e dunque li deve separare, il che vale a dire costi, perché l’operazione si può effettuare solo manualmente; in seguito bisognerà effettuare il lavaggio dei prodotti e solo in un ultimo momento si potrà iniziare il processo vero e proprio di riciclaggio. Il riciclaggio consiste, per le materie plastiche, nel portare ad una temperatura elevatissima il materiale, modellarlo e poi lasciarlo raffreddare nella nuova forma. Ma è certamente da dimenticare la possibilità di ottenere dal riciclaggio di un bicchiere ancora un bicchiere, o da un piatto un altro piatto: quello che si può ottenere è semplicemente un materiale che presenta delle caratteristiche notevolmente inferiori al prodotto di origine. Questo perché la lavorazione del materiale ad alte temperature sfianca il materiale. Quindi non solo otteniamo prodotti più scarsi, quanto questo processo ha un limite, perché man mano che si rilavora il materiale arriverà un punto in cui avrà perso tutte le sue proprietà, legate alla resistenza.

    Una tecnica molto diffusa ultimamente è la miscelazione di materiale vergine con materiale riciclato, questo è certamente vantaggioso ed economico per le aziende ma rappresenta un nulla in confronto a tutto il marasma e al pubblicità che si fa per sponsorizzare e incentivare il riciclaggio. La maggior parte (il 90% almeno) dei materiali accumulati attraverso la raccolta differenziata vengono uniti ad altri materiali e bruciati negli inceneritori, o accumulati e compressi in discariche che molto spesso si trovano nel sottosuolo.

    Gli stabilimenti che si occupano di riciclaggio in Italia si contano sulle dita delle mani e non tendono certo a crescere o espandersi nella misura che vorrebbero farci credere.

    Il problema del riciclaggio è rappresentato perciò dai costi: costa troppo separare i materiali, costa troppo ripulirli, troppo rifonderli…le materie plastiche infatti per essere lavorate devono essere trattate ad una temperatura molto elevata, si parla di 240° circa, ed inoltre questa temperatura varia a seconda del tipo di materia che vogliamo trattare.

    In conclusione il riciclaggio è una bella azione mediatica solo di facciata, è il classico metodo, applicato alle città, di mettere la polvere sotto il tappeto… e qui le alternative sono due: o qualcuno se ne accorgerà prima o poi oppure il tappeto esploderà.

    Per quanto riguarda noi, poveri consumatori o sfigati non pensanti, possiamo solo chiederci da dove sia nato il problema dell’accumulo dei rifiuti. La risposta è semplice e si trova in tutti quei luoghi che ormai sono diventati il centro delle nostre scialbe vite, quei luoghi a cui dedichiamo tempo libero e passioni, i centri commerciali, gli outlet, le boutique, espressione selvaggia del consumismo di massa. Non vogliamo con questo articolo cadere anche noi nell’ecologismo manìa, il mondo è qualcosa che è destinato a trasformarsi e a morire, ma quanto meno aprire gli occhi su una delle tante contraddizioni del mondo moderno, di questo mostro che inghiotte se stesso, e dei suoi trucchetti per andare avanti nella sua opera di distruzione dell’uomo, mantenendo degli atteggiamenti di facciata che tengano buone le coscienze e a riposo le menti.

    Riciclate dunque, ma non pensate che questo aiuti il pianeta, il vero riciclaggio è quello che il burattinaio di questo mondo fa delle coscienze…!