Dall’Antitradizione alla Controtradizione

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    Tratto da Raido n.15

    Una puntualizzazione che ci sembra obbligatoria fare, è quella di chiarire la distinzione tra antitradizione e contro-tradizione.

    Come magistralmente R. Guénon scrisse in “Regno della quantità e i segni dei tempi”, l’antitradizione è una “pura e semplice negazione” della Tradizione, e vive sotto il segno del “materialismo integrale”. Questa prima fase, che le forze “sataniche” hanno architettato per sconvolgere l’ordine tradizionale, è caratterizzata dalla “chiusura verso l’alto”, cioè dalla diffusione di una serie di teorie culturali e politiche che trovano nel materialismo e nella negazione del primato del Sacro la loro essenza più profonda. Individualismo, egualitarismo, razionalismo, evoluzionismo, utilitarismo, scientismo, economicismo marxista o liberale ecc. “non sono altro che i tasselli di un unico progetto sovversivo il cui vero obiettivo di fondo è rendere inefficace ogni presenza e tendenza da parte dell’uomo verso “il Sacro” (Quaderno RAIDO N.1 “Per la formazione del militante della Tradizione”). Quest’azione tende a svuotare nell’uomo ciò che in lui preesiste di sano: il riferimento al Sacro e ai valori dell’Onore, della Lealtà, della Fedeltà, ecc. Il materialismo snatura l’uomo e lo rende schiavo di tutto ciò che concerne il “mondo della materia”, così da realizzare una “solidificazione” dell’uomo e della realtà, imbalsamando sia il primo che il secondo. L’antitradizione è veicolata da consapevoli e inconsapevoli comparse, come politici, grandi imprenditori, persone dello spettacolo o della moda, e via dicendo. Il subconscio può mettere l’uomo in relazione involontaria con influssi demoniaci. Vi è tutta una “scuola” sociologica che ha evidenziato come sia facile attuare un vero e proprio “stupro psicologico delle folle”, grazie all’azione dei mass-media e dei vari agitatori sociali o personaggi che riescono a convincere le masse e a fargli fare ciò che si vuole. Così è facile che i protagonisti non conoscano le vere finalità, né si rendano conto che si sono ridotti ad essere dei servitori delle potenze infere.

    Ma costoro non sono altro che degli strumenti, forse in buona fede, dei burattini in mano a “menti diaboliche” che governano ogni loro movimento.

    Come possiamo vedere, non basta la buona fede per salvare l’uomo, ma una concreta “inversione di marcia” verso tutto ciò che è prodotto artificialmente dalla modernità.

    La seconda tappa del processo sovversivo, consequenziale all’antitradizione, è la “controtradizione”, che dovrà portare alla totale “dissoluzione” dell’uomo e del mondo. Già la parola dissoluzione include in sé tutto il significato del “progetto finale” e della volontà di distruggere ciò che era stato “solidificato”. Interrotto ogni collegamento con il Divino, determinatosi un vero e proprio “guscio – corazza” impenetrabile ad ogni intervento verso l’alto, l’unica direzione rimasta ancora aperta è quella verso il basso: la regione delle forze elementari, dell’istinto, dell’infraumano, del regno incontrastato delle forze oscure. Questo svuotamento delle anime si realizza con l’immissione nel mondo e nell’uomo di pseudo-miti, pseudo-religioni e pseudo-valori. Non essendoci più i giusti orientamenti spirituali non si trova di meglio che aderire a sette, converticole e accademie varie. Queste realtà, non hanno nulla di sacro, ma lo scimmiottano con parodie, riti e cerimonie religiose, il cui fine è quello di “neutralizzare” quanti avvertono l’inutilità di una vita semplicemente materiale. Ovunque sorgono organizzazioni la cui ”dottrina” è un miscuglio sincretista di sapienza orientale unita a “pregiudizi occidentali”, quali i miti del pacifismo, dell’evoluzionismo, della libertà, dell’eguaglianza, del femminismo, del progresso, della fratellanza, della reincarnazione, ecc. il cui obiettivo è di creare un’azione controiniziatica. Mentre l’iniziazione rappresenta lo spirito di una Tradizione cioè l’apertura dell’uomo a stati superiori e alla conoscenza reale di sé, la controtradizione ha come scopo di favorire la perdita della “memoria” e della “coscienza” da parte dell’uomo. Dobbiamo renderci conto, che i nostri nemici principali sono i “contro-iniziati”, cioè coloro che agiscono per ora dietro le quinte, e che usciranno allo scoperto quando vedranno che i “propri” giochi si stanno per realizzare. Bisogna aver chiaro che tra i piani di costoro vi è la “realizzazione alla rovescia” di tutto ciò che è normale e legittimo, simboli rovesciati, formule sacre recitate al contrario, fino alle più stupide e incoscienti manipolazioni. La loro azione non ha nulla di sacro, è paragonabile all’ombra priva di ogni identità, perché vive come il riflesso di una realtà a lei lontana. Se viene negata o viene meno la fonte di luce, l’ombra svanisce come per incanto. Così solo gli sprovveduti possono scambiare l’ombra – l’assenza di luce – per qualcosa di concreto e vero.

    Siamo quindi di fronte alla “Stoltezza del Diavolo” e alla sua immagine grottesca. Inoltre la Verità Tradizionale ci insegna che sia la “materializzazione” che la dissoluzione, non potranno mai raggiungere la loro totale riuscita poiché “l’apparente trionfo della ‘contro-tradizione’ sarà passeggero, e che proprio quando tale trionfo sembrerà più completo, essa verrà distrutta dall’azione delle influenze spirituali le quali interverranno in quel momento a preparare immediatamente il ‘raddrizzamento’ finale”.

    Si apre così una scena apocalittica che vedrà la Tradizione e la controtradizione, scontrarsi con i suoi “eserciti” alla chiusura di questo ciclo: il Kaly Yuga (Età oscura).

    Tutto ciò avverrà quando la situazione sembrerà irreprensibile e anche i migliori vacilleranno e cadranno sotto i colpi inferti dalla sovversione e dal Caos. Sta quindi ad ogni uomo che appartiene al Fronte della Tradizione il tener duro e fermo sulle proprie posizioni.

    Lucidi, consapevoli che la Tradizione sia l’unica via per la riaffermazione del Sacro nel nostro mondo ormai dilaniato dalla malvagità e dalla menzogna.