Un paese di codardi

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E mentre i politici da destra a sinistra fanno a gara, a cavallo dell’infame data dell’8 settembre, a dichiararsi anti-fascisti e a celebrare la vendita del nostro paese al nemico (una cosa assurda gia’ di per se’), le parole dello scrittore di sinistra Giampaolo Pansa (foto) ridimensionano le celebrazioni e le false esaltazioni di questi giorni. Dopo l’esclusione del film “Il sangue dei vinti” – tratto dal libro omonimo di Giampaolo Pansa sui crimini dei partigiani durante la guerra civile in Italia (1943-1945) – dal Festival del cinema di Roma, l’autore del libro aveva parlato di un «paese di codardi, si ha paura della vera storia di quegli anni». Ha ragione? La risposta e’ scontata e, aggiungiuamo, si ha paura della verita’ non solo su quegli anni, ma anche di molti altri periodi storici. D’Italia e non. Sono gli stessi codardi che hanno consegnato l’Italia a chi poi ci ha invaso e colonizzato.

ROMA – E alla fine la proiezione speciale de «Il sangue dei vinti» si farà. Il Festival del cinema di Roma nella versione centrodestra, presieduto da Gianluigi Rondi, ha deciso che il film di Michele Soavi, protagonista Michele Placido, tratto dal libro di Giampaolo Pansa sulla guerra civile italiana e prodotto da Alessandro Fracassi comunque non parteciperà al concorso ufficiale, ma avrà una serata speciale con dibattito pubblico. Ieri dopo le anticipazioni di Michele Anselmi de «Il giornale» («film rifiutato, nemmeno la serata speciale») Giampaolo Pansa aveva parlato di un «paese di codardi, si ha paura della vera storia di quegli anni». Ma ieri qualcosa è cambiato. Spiega Piera Detassis, presidente dei selezionatori, nominata ai tempi di Walter Veltroni e Goffredo Bettini ma rimasta con Rondi: «La serata speciale? Mai in discussione. Tutta colpa di un sms interrogativo, che conservo per un eventuale processo (ride)… Abbiamo solo cercato la collocazione giusta. Ripeto il mio giudizio. Il film è pieno di elementi forti, spesso sopra le righe, a tratti melodrammatico, comunque di evidente taglio tv. Non è adatto alla gara. Valutazione critica e stilistica autonoma, nulla a che fare con i contenuti». Nessuna codardia? «Mi dispiace per l’ espressione, siamo tutti cresciuti leggendo Pansa». Concorda Gianluigi Rondi, presidente del Festival: «Non ho letto il libro né visto il film. Le giurie hanno piena autonomia. Codardia? Mi dispiace che Pansa dica questo, non c’ è alcun argomento per sostenere che ci siano state valutazioni sui contenuti. Solo parametri estetici: è parso un film-tv. E noi offriamo cinema. La serata speciale? Ben felice, sono aperto a ogni confronto» E che ne dice Umberto Croppi assessore alla cultura della giunta Alemanno e in qualche modo «padrone di casa» del rinnovato Festival del cinema? «Ci fosse stata una censura, sarebbe stata inaccettabile. Il problema non si è fortunatamente posto. Ritengo che chi ora gestisce in ogni sua articolazione il Festival abbia ben chiara in mente la maggioranza politica che oggi governa Roma». Non le dispiace l’ esclusione dal concorso? «Qui accetto la regola. I direttori delle sezioni sono autonomi nelle loro scelte». Risponde anche da un set Michele Placido, protagonista del film, uomo da sempre di sinistra: «Francamente non m’ è parso un film da tv, realizzato com’ è da eccellenti professionisti. Ottima comunque l’ idea del dibattito». Perché, Placido? «Perché si discute di fascismo e antifascismo con una mentalità obsoleta, incomprensibile per i giovani. I post-fascisti a difendere sempre il ventennio, gli antifascisti a esagerare sempre su ogni reazione di quegli altri…». Come uscirne? «Discutendo con franchezza. E da sinistra ammettendo finalmente i tanti errori compiuti in quei tremendi anni» Molto soddisfatto, alla fine, il produttore Claudio Fracassi che aspetta una rivincita: «Sono entusiasta di debuttare a Roma, a Venezia il direttore della mostra, Marco Muller, lo ha rifiutato dicendo che si aspettava un’ “opera gotica”. Poi s’ è vista la gran modestia della sua rassegna». Quando organizzerete la proiezione? «Ci metteremo d’ accordo col Festival. Il primo invitato al dibattito è ovviamente Giampaolo Pansa. Ora ogni equivoco è chiarito. Tutti potranno giudicare un’ opera corretta ed equilibrata costata una gran fatica intellettuale». Non le pesa la mancanza del concorso? «Sì, molto. Poi vedremo quale sarà la percezione del pubblico. Se lo giudicherà un film-tv o un film per le sale». Ma chi non è completamente convinto della vicenda è proprio lui, Giampaolo Pansa, l’ autore del libro, da mesi al centro di infuocate polemiche. Ritira l’ accusa di codardia? «Adesso voglio vedere come va veramente a finire la faccenda. Parliamo di un film osteggiato da sempre. Attori che hanno rinunciato alla parte, l’ ottusità della sinistra obbliga a far pensare i “suoi” intellettuali che raccontare la guerra civile nella sua interezza equivale a svaligiare la Banca d’ Italia. Fracassi non è ancora riuscito a trovare una distribuzione. Poi il rifiuto di Venezia. La vicenda di Roma». Non è contento ora? «A pensar male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai. Per me si è mosso qualche intelligente e competente politico di destra che avrà detto: ma che fesserie state facendo?» Competente? Magari un ministro di nome Sandro Bondi? «Questa è una sua supposizione… Arrivederci».

La scheda *** Il film È la storia dei crimini compiuti dai partigiani ai danni di fascisti e civili dopo il 25 aprile 1945, a Liberazione ormai compiuta. Tra i protagonisti anche l’ attore Michele Placido (foto a destra)

Conti Paolo