Altro che Dallas…

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E poi ci faranno un libro, poi una biografia, poi una biografia che dice che la biografia prima era sbagliata. Poi arriverà una sensitiva che dirà che sono stati gli alieni. Poi un film. Poi Vespa. Anzi, Vespa probabilmente ci sarà già da prima del libro…

(In foto, la sorella di Meredith)

PERUGIA — Padri contro padri, madri contro madri, famiglie l’una contro l’altra: si sfidano a colpi di talk show, convocano conferenze stampa, parlano alle tv; l’udienza preliminare per l’omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa e violentata a Perugia dieci mesi fa, comincia martedì e toccherà al giudice decidere se processare i tre accusati. Ma le famiglie hanno già deciso di affrontarsi davanti a un altro tribunale: la telecamera si accende ed ecco che si può dire tutta la verità e nient’altro che la verità, senza neanche giurare. La posta in palio è altissima, perché in carcere ci sono tre ragazzi poco più che ventenni: Amanda Knox, americana di Seattle, il suo fidanzato, il pugliese Raffaele Sollecito, e Rudy Guede, l’ivoriano che oggi chiederà il rito abbreviato. Per la procura sono stati loro: hanno ucciso e violentato, mentito, depistato. Le loro vite dipendono da ciò che stabiliranno i giudici. Invece la vita della ventiduenne Mez è finita a novembre, in una casina a poche centinaia di metri dal centro della città: una coltellata profonda al collo, segni sparsi di violenza, anche sessuale.
Brutta storia. E che i media fossero disposti a qualunque cosa per avere i protagonisti, s’è capito da allora: Patrick Lumumba — tirato dentro l’inchiesta dalle prime dichiarazioni di Amanda Knox — oggi ha chiuso il suo pub per mancanza di clienti, ed è pronto a chiedere i danni per l’ingiusta detenzione, sia alla ragazza americana sia allo Stato; lui, dopo qualche giorno di carcere, contrattò interviste esclusive con i tabloid inglesi. All’epoca, si parlò di cifre a quattro zeri. Oggi, invece, la prospettiva si è capovolta: sono le famiglie a cercare i media. Curt Knox e Edda Mellas, i genitori di Amanda, hanno scelto una tv britannica per dire che la loro figlioletta «va prosciolta, lei non c’entra in alcun modo con quest’assassinio. È completamente innocente e la sua immagine è stata crudelmente distorta dai media». Il padre alla Itv si mostra furioso: «Il bacio dato al fidanzato dopo l’omicidio? Era solo un bacio di conforto, le hanno rovinato la reputazione ». La madre, ancora di più: «Dopo quello che hanno fatto a mia figlia non credo più a nulla di quanto leggo sui giornali o vedo in tv».

Eppure, alla vigilia dell’udienza preliminare, i due è proprio lì che parlano: in tv. Raffaele difficilmente, stamani, si presenterà in tribunale. Ma, per lui, prende la parola il padre, Francesco Sollecito. Dice che il figlio è innocente e che «questa situazione è maledetta, ma bisogna solo avere pazienza». E a chi lo dice? Ai giornalisti, naturalmente. E dopo un anno di quasi totale silenzio, ha deciso di parlare anche la famiglia della vittima: «Siamo soddisfatti di essere a una nuova fase, speriamo che si arrivi a una conclusione secondo giustizia per Meredith. Stiamo cercando di capire perché sia stata tolta in questo modo crudele dall’affetto della sua famiglia». Oggi, dunque, comincerà l’udienza preliminare e ci vorrà tempo per capire cosa deciderà il giudice; di certo, Rudy accuserà gli altri due, che continueranno ad essere l’uno l’alibi dell’altra. Fuori dall’aula, le famiglie continueranno a parlare. Come fa la madre di Amanda. Per lei «tutto quello riportato dai media è completamente falso». L’ha detto durante un’intervista televisiva, s’intende.

Fonte: corriere.it