Le due dimensioni legionarie [II parte]

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Pubblichiamo la seconda parte del precedente articolo

Le due dimensioni sono parallele, e tuttavia inconfondibili, perché si trovano su due piani differenti. Entrambi contemplano lo stesso elemento, l’uomo, di natura intima molto nobile e tuttavia con debolezze molto grandi.
È nell’individuo dove le due dimensioni incontrano il loro piano di avvicinamento e contatto, posto che è nell’uomo dove si cristallizza tanto l’esistenza palpabile della vita sociale come quella impalpabile della vita spirituale. Una vita simbiosi continua tra i due piani crea forme di pensiero, di interpretazione della vita, di comportamento. Pur tuttavia, questa simbiosi non arriva mai a una fusione totale.
Dunque non può esistere alcuna confusione tra le due dimensioni sulle quali riposa l’asse del legionarismo:
– LA DIMENSIONE STORICA O TEMPORALE è la linea di avvenimenti contingenti, di congetture e congiunture, cioè a dire: la vita dell’uomo nell’atmosfera della sua epoca, lo sforzo per la salute della nazione, per la creazione di una forma politico-sociale in conformità con le esigenze imperiose del nostro tempo. Mentre invece …
– LA DIMENSIONE COSMICA O ATEMPORALE è la linea ideale di una concezione di superamento spirituale, cioè a dire: è la vita dell’uomo in relazione con l’eternità ed il trascendente, lo sforzo per la salute dell’individuo attraverso un processo di riscoperta intima in conformità con le esigenze imperiose dell’anima.
Tuttavia, non si deve dimenticare che, nel legionarismo, compresi gli atti politici, devono tenere come substrato (o essenza) imponderabile, l’altruismo, l’amore, la forza di sacrificio… È precisamente questo substrato il quale determina l’esistenza della dimensione interiore nell’anima e nello spirito di ogni legionario.
È il terreno di convergenza di tutte le decisioni prese dall’individuo. In mezzo alle sue convergenze, l’uomo prende coscienza delle proprie possibilità e decide. Al di là di tutte le qualità e possibilità specifiche di ognuno, è grazie a questa dimensione interiore che il legionario si trasforma, si educa, diventa un uomo nuovo. Quasi senza rendersene conto, è in questa dimensione interiore dove il legionario esercita e verifica la sua capacità di superamento.
Questo sforzo di superamento può essere una sofferenza, un dono di se stesso, un atto di disciplina, un sacrificio, non importa quale atto purché sovrasti l’interesse personale, l’odio, l’orgoglio, l’invidia… Questa capacità di superamento costituisce il fondo comune di tutti i legionari, ed è, solamente nella misura in cui ci sia sottomissione e integrazione, che si avrà il “legionarismo” o la casta dei legionari.
Ogni atto di superamento, per essere un atto spirituale, deve essere disinteressato. Non importa in quale dominio, sopra quale linea o dimensione vorrebbe manifestarsi un legionario, il dono di sé, il superamento, debbono essere in concordanza con la spiritualità del Movimento: non per se stesso, ma per la Legione, per il prossimo, per la nazione, per l’umanità… E non è affatto ciò che ognuno fa quello che conta, ma la tendenza fondamentale dell’anima a schiacciare l’egoismo dominante e a offrire altra prospettiva ai valori umani.
Così, esiste una serie infinità di modi di superarsi, di sacrificarsi, di integrarsi alla spiritualità legionaria. Uno combatte in una squadra paracadutista nel paese invaso dagli avversari comunisti e muore in un’azione cosciente: questo è l’eroe! Un altro conduce una vita ascetica, medita e prega per noi, è lo spiritualista. E tra questi due estremi, tutta una gamma di manifestazioni dello spirito, dirette coscientemente verso una di queste dimensioni di base del “legionarismo”.
Nella realtà di queste due dimensioni e nella comprensione della sua finalità da parte dei legionari, risiede la straordinaria superiorità ideologica della Guardia di Ferro.
La permanenza di una lotta sul piano socio-politico e di un superamento sul piano spirituale, stabilisce un quadro a parte, nel quale nasce e si sviluppa una mentalità specifica. Il culto delle inclinazioni nobili dell’anima si converte in una tendenza vivente. La capacità di abnegazione diviene una norma di vita, e forza di sacrificio, un atto continuo.
La realizzazione della missione legionaria nel mondo non può realizzarsi senza questo contributo permanente dei legionari. Naturalmente niente gli si impone con la forza! A ognuno si chiede di, “realizzare per la Legione tanto quanto il suo cuore gli indica e tanto quanto gli permettono le sue possibilità interiori”. La qualità di sacrificio non può essere determinata. Il proprio dosaggio è affare esclusivo di ogni legionario, minuziosamente soppesato nella sua coscienza interiore della quale ognuno è padrone e responsabile.
Ciò nonostante, una cosa si può chiedere continuamente al legionario: la disciplina, per impedire l’anarchia e la dissociazione di entrambe le dimensioni. Senza disciplina, né i sacrifici individuali consentiti, né le azioni socio-politiche del Movimento potranno essere inglobate in un’azione logica, in un piano organizzato, che conduca a risultati storici positivi. È solamente in questo modo che tutti i consensi, che tutte le volontà individuali di superamento, possono essere riunite in un tutto efficace.
L’universo legionario, basato sopra queste due dimensioni, impone un comportamento esemplare, nel quale il fondamento è soprattutto, l’accettazione di una disciplina ugualmente esemplare.
(2° parte – fine)

Faust Bradesco