Leggete bene…

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Quest’articolo che vi riportiamo denota ancora una volta una chiara pregiudiziale da buona parte della stampa, che vorrebbe ridurre il tutto ad una faccenda tra ultras, quando invece si tratta di un tragico assassinio di un ragazzo…E, come molto spesso capita, rivediamo le solite scene di avversita’ fomentate da giornalisti che si dimostrano ancora molto “incauti”…

Sandri, tribunale in stato di assedio
dienza Spaccatorella alla “Vela”

E’ passato quasi un anno dalla domenica nera dell’11 novembre in cui un poliziotto sparò colpendo il giovane tifoso del Lazio. Giovedì 25 settembre dal gip Simone Salcerini si terrà la fase preliminare che potrebbe diventare quella della sentenza. Previste misure straordinarie per evitare il pericolo degli ultras e per reggere l’assedio mediatico che potrebbe riguardare ancora la storia

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Arezzo, 22 settembre 2008 – Il clima sarà quello delle giornate più tese che il palazzo di giustizia del ‘Garbasso’ abbia vissuto nell’anno e mezzo trascorso da quando è stato inaugurato. Come per Variantopoli, come per il processo in cui il clan Iaiunese è accusato di associazione camorrista. L’aula, infatti, sarà proprio quella dei due grandi casi degli ultimi dodici mesi, la corte d’assise nell’edificio della ‘Vela’, l’unico costruito ex novo su progetto dell’architetto Manfredi Nicoletti, l’atmosfera da stato d’assedio, come è inevitabile che sia per una storia che ha scosso l’Italia, l’uccisione del giovane tifoso laziale Gabriele Sandri per il quale giovedì si presenta dinanzi al Gip l’ex poliziotto della Stradale (ora è alla Polfer di Firenze) Luigi Spaccarotella. Con un’accusa di quelle che fanno tremare le vene e i polsi, omicidio volontario, sotto il profilo del dolo eventuale. Come a dire che l’agente, protagonista del giallo dipanatosi la mattina di domenica 11 novembre 2007 fra le aree di servizio di Badia al Pino est e ovest, rischia davvero grosso, da 9 a 21 anni di carcere in caso di condanna. Ma questo è ancora il futuribile, visto che di sicuro giovedì non si arriverà a sentenza.

L’emergenza immediata riguarda il pericolo di eventuali incursioni di ultras (tutti ricordano la mobilitazione della domenica nera, con l’assalto alle caserme e agli stadi) e anche l’assedio mediatico atteso per un processo che segue a un caso cui il mondo dell’informazione ha dedicato a suo tempo grandissima attenzione: apertura dei Tg e delle prime pagine per giorni e giorni. Ecco perchè, come ai tempi del giudizio di camorra contro il clan Iaiunese, il palazzo di giustizia sarà letteralmente blindato. Non per niente, nonostante il processo ai fratelli valdarnesi sia stato trasferito nell’aula bunker di Firenze, le reti e le altre protezioni del «Garbasso» non sono state ancora rimosse. Torneranno utilissime per proteggere l’aula dell’udienza preliminare a carico di Spaccarotella.

Udienza preliminare, appunto. Come a dire che può risolversi in due modi: o con un rinvio a giudizio dinanzi alla corte d’assise (ipotesi assolutamente improbabile) o con un rito abbreviato che affidi la sentenza al Gip Simone Salcerini. E questa seconda, appunto, pare la scelta degli avvocati difensori, Francesco Molini e Giampiero Renzo: un rito abbreviato, un giudizio allo stato degli atti, ma condizionato all’audizione di alcuni testi o allo svolgimento di più di un sopralluogo per chiarire una dinamica dei fatti che quasi un anno dopo ha ancora più di un lato oscuro. Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo, perchè ufficialmente non parlano nè i legali nè Spaccarotella, contrariati oltretutto da alcune dichiarazioni apparse sui giornali che non sarebbero mai state fatte. Non parla neppure, come è ormai sua regola, il Pm Giuseppe Ledda. Possibile a questo punto che sia il Gip a disporre un’ulteriore superperizia. Il caso è più aperto che mai.

(Salvatore Mannino)

Fonte: La Nazione