Solgenitsin – Due secoli insieme [In evidenza]

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Una grande opera dell’autore che domani sara’ oggetto della conferenza di Maurizio Blondet presso Raido.

Due secoli insieme – Ebrei e Russi prima della rivoluzione – Vol.1
Trattare della questione ebraica in Russia (in Russia soltanto?) non è semplice. Chi osa farlo, diventa facilmente bersaglio di ogni genere di rimproveri e accuse. Eppure, non c’è argomento che gli uomini non possano affrontare ragionevolmente e senza cadere preda delle passioni. Parlare con franchezza delle relazioni tra russi ed ebrei nel corso degli ultimi due secoli (e successivamente tra comunisti ed ebrei), è più che necessario. Col tempo, le ferite si sono accumulate nella memoria, ma se si tace sul passato, quando guariremo la memoria?
A Solgenitsin, comunque, il coraggio certo non manca. Il proposito che lo guida in quest’opera – in cui le voci ebree si udiranno più spesso di quelle russe – dedicata alla vita comune dei popoli russo ed ebreo, consiste nel cercare tutti i punti della reciproca incomprensione, nonché tutte le possibili vie che, liberate dall’amarezza del passato, possano condurre entrambi i popoli verso il futuro.
Il secondo volume di questo notevole studio di Aleksandr Solgenitsin è incentrato sulle relazioni tra ebrei e comunisti durante il periodo sovietico dal 1917 al 1972.

Pagine: 629
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Due secoli insieme – Ebrei e Russi prima della rivoluzione – Vol.2
Il secondo e ultimo volume di questo importante saggio di Aleksandr Solgenitsin sulle relazioni tra ebrei e russi è dedicato al periodo sovietico dal 1917 al 1972.
Nei diversi capitoli viene analizzato il ruolo svolto dagli ebrei russi nelle drammatiche vicende del comunismo sovietico, senza trascurare la pagina dolorosa e finora “proibita” della loro partecipazione all’apparato repressivo del Gulag.
Lanciando uno sguardo severo sui decenni sovietici, Sonja Margolina, una scrittrice ebrea della diaspora, scrive: “Sicuramente la storia degli ebrei è stata, come quella degli altri popoli, non soltanto una storia di persone pie, ma anche di persone che non avevano alcuna coscienza, non soltanto quella di esseri che senza difesa erano condotti a morte, ma anche quella di persone armate che hanno portato la morte.
In questa storia ci sono pagine che non si possono aprire senza fremere. E sono precisamente quelle pagine che sono state scientemente e sistematicamente occultate nella coscienza degli ebrei”.

Pagine: 635
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ALEKSANDR ISAEVIC SOLGENITSIN nasce l’11 dicembre 1918 a Kislovodsk. Laureato in matematica, combatte nella seconda guerra mondiale, raggiungendo il grado di capitano di artiglieria. Arrestato per alcune critiche a Stalin, inizia una lunga detenzione nei lager sovietici. Da questa dolorosa esperienza nasceranno capolavori quali Una giornata di Ivan Denissovic, Divisione cancro, Il primo cerchio, Arcipelago Gulag. Espulso dalla Russia nel 1974, raggiunge gli Stati Uniti, dove resta fino al 1994, quando farà ritorno alla sua terra. Nel ciclo di romanzi La ruota rossa dipinge un vasto e tragico affresco dell’espe-rienza comunista in Russia. Nel 1971 gli viene assegnato il premio Nobel per la letteratura. Di recente è stato insignito da Vladimir Putin del prestigioso Premio di Stato, il più importante della Russia, con la motivazione: “Per i risultati eccezionali raggiunti nel campo umanistico”.