Sul simbolismo dei Re Magi

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Pubblichiamo un brevissimo passo del Maestro René Guénon tratto da “Il Re del Mondo” circa il significato simbolico relativo alla figura dei “Re Magi”, e più in generale, relativamente al significato che la venuta di questi ha nei confronti del Cristo nascente.

«…a questo proposito chiariremo un punto forse non ancora spiegato in maniera soddisfacente e tuttavia molto importante: abbiamo alluso prima ai “Re Magi” del Vangelo, dicendo che essi riuniscono in sé i due poteri; diremo ora che tali personaggi misteriosi non rappresentano altro, in realtà, che i tre capi dell’Agarttha (1). Il Mahànga offre a Cristo l’oro e lo saluta come “Re”; il Mahàtmà gli offre l’incenso e lo saluta come “Sacerdote”; il Brahàtmà, infine, gli offre la mirra (cioè il balsamo d’incorruttibilità, immagine dell’Amrità) e lo saluta come “Profeta” o Maestro spirituale per eccellenza. L’omaggio reso in tal modo al Cristo nascente, nei tre mondi che sono anche i loro rispettivi regni, dai rappresentanti autentici della tradizione primordiale, è nello stesso tempo, si noti bene, il pegno della perfetta ortodossia del Cristianesimo nei confronti di essa».

René Guénon

(1) Saint-Yves dice giustamente che i tre “Re Magi” erano venuti dall’Agarttha, ma non fornisce alcun particolare in proposito. – I nomi che comunemente sono loro attribuiti sono molto probabilmente frutto di fantasia, eccetto tuttavia quello di Melki-Or, in ebraico “Re della Luce”, che è piuttosto significativo.