Corsi di facebook per mamma e papà

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Corsi per genitori che vogliono imparare ad usare Facebook per stare più vicini ai propri figli, per controllarli o per essergli più amici: è l’ultima notizia che ci arriva dagli Usa. Che dire? Non si sa da dove cominciare, se dall’affermarsi di un modello improprio di genitore che non avendo la forza di essere tale, prova ad essere amico, indebolendo l’autorevolezza del ruolo, oppure dal semplice notare che il dover rincorrere i propri figli su Facebook per tenerli sotto controllo, per sapere di più di loro ci fa pensare molto sulla qualità di questi genitori che si sono prenotati in tutta fretta, senza lasciare posti disponibili, per questo nuovo corso. Pensandoci bene, già il fatto che un genitore, anzichè spingere il proprio figlio ad allontanare quanto più possibile questi sprechi di tempo virtuale – a cui si dedica chi non ha evidentemente altro da fare -, anzichè trasmettergli un pò di sana vitalità e quella dignità che spinge a non abbassarsi ad autoclassificarsi in un incasellatore globale, si iscriva anch’egli, beh, già questo è un segno che, come direbbero i nostri nonni, “i tempi sono cambiati, non è più come una volta”: saggezza popolare, a volte banale, a volte così intuitiva…

Imparare a conoscere Facebook al fine di utilizzarlo nel modo corretto per relazionarsi con i propri figli, ma anche per insegnare loro a valorizzare al meglio la propria reputazione online. È questo lo scopo di un corso gratuito di psicologia offerto dalla Stanford University a tutti i genitori che desiderano avvicinarsi ai propri ragazzi utilizzando anche i più moderni strumenti di interazione sociale, ma che al tempo stesso non vogliono che questo possa in qualche modo indisporre i figli e portarli invece a una chiusura.

L’AMICO INDESIDERATO – Cosa succede infatti quando anche mamma e papà decidono di entrare nella rete di Facebook e «offrono amicizia» ai propri figli adolescenti? Le possibilità sono diverse: c’è chi accoglie senza problemi la richiesta, ma è più probabile che l’invito venga rifiutato o accettato con riserva, ossia consentendo al genitore di visualizzare solo parte di ciò che è contenuto sulle pagine del proprio profilo. Perché avere anche mamma tra gli amici del social network è un po’ come lasciarle spiare il diario segreto, o farla partecipare alle più intime conversazioni con gli amici: impensabile.

IL CORSO – Come spiegato dal dottor BJ Fogg e dalla dottoressa Linda Phillips, cui è affidata la gestione di Facebook for parents , «Essere un genitore responsabile significa essere consapevole di ciò che i tuoi figli stanno facendo», ma questo non vuol dire spiarli o invadere prepotentemente il loro spazio. Sulle pagine del sito web del corso (aperto a tutti ma pensato principalmente per chi ha figli minorenni) sono state pubblicate alcune regole base di comportamento e, durante le lezioni, gli psicologi forniranno tutte le informazioni utili a non farsi sbattere la porta in faccia. A cominciare dall’assunto che è giusto diventare amici dei propri figli per sapere chi «frequentano», ma che per fare ciò non è necessario esagerare: vietato quindi diventare amici degli amici dei pargoli allo scopo di controllare meglio quel che dicono o fanno. Perché l’essere accolti tra gli amici dei figli – ancorché solo all’interno di un ambiente virtuale – non deve essere considerato un’occasione per spiarne i segreti, ma una possibilità per rafforzare e migliorare i rapporti e magari restringere un po’ il divario generazionale. Il corso inizia il 19 febbraio 2009, ma a quanto pare i posti disponibili sono già tutti esauriti.

fonte: www.corriere.it