Heliodromos a Torino [Oggi, ore 21]

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Venerdì 6 marzo alle ore 21, presso la sede de l’Araldo (Torino) presentazione della rivista di studi tradizionali, HELIODROMOS n° 20 “Speciale su Guido De Giorgio”. Interverrà Enzo Iurato curatore della raccolta di scritti e articoli.

Centro Studi L’Araldo – via M. Spanzotti 7/a, 10139 Torino

Guido De Giorgio nasce il 3 ottobre 1890 a San Lupo nella provincia di Benevento, si laurea in filosofia a Napoli, si trasferisce in Tunisia dove insegna in un liceo ed entra in contatto con l’ambiente sufi. l’incontro con la mistica islamica lo trasforma completamente, uno spirito tradizionalista senza compromessi, nemico del modernismo concettuale e del prometeismo tecnologico. Dopo la prima guerra mondiale a Parigi conosce René Guenon con il quale instaura un rapporto di lunga e proficua collaborazione. Rientrato in Italia si lega in amicizia con Julius Evola che ebbe a definirlo “iniziato selvaggio”. Inizia un lungo cammino di prossimità ai due più noti uomini del pensiero esoterico del Novecento. Collabora dapprima alla rivista “Ur”, poi partecipa all’esperimento di “Krur” e de “La Torre”, “creatura” di Evola, e dopo la seconda guerra mondiale critica aspramente il nuovo regime democratico con un pamphlet, “La repubblica dei cialtroni”, che lo condanna all’emarginazione intellettuale e politica.
Avversato dal filone “pagano” della cultura di Destra, per l’eccessiva accondiscendenza verso il misticismo cristiano, guardato con sospetto dal milieu filocattolico che non gradisce le “sbandate” antroposofiche ed esoteriche, Guido De Giorgio è stato uno degli uomini di cultura più misconosciuti dall’ambiente degli intellettuali “organici” del dopoguerra. Studioso della Divina Commedia, vedeva nella montagna del Purgatorio dantesco un’allegoria della vita meditativa. Stazionando alla base del monte è facile perdersi, imboccando vie che portano a percorsi senza sbocco. Avvicinandosi alla vetta, invece, la visuale globale si fa più agevole e ci sono meno possibilità di errore. Asceta e introspettivo, amava vivere isolato e lontano da ogni strumento o ingranaggio che tradisse un pur minimo accenno di rudimentale tecnologia. Morirà il 27 dicembre 1957 nella solitudine delle montagne piemontesi dalle parti di Mondovì.
Sue opere: La Tradizione Romana, Dio e il Poeta, Prospettive della Tradizione, L’Instant et l’Eternité.

Per info: www.araldo.info

Telefono 011-3391928 (lun. e ven. 21-23, sab. 16-19)
e-mail [email protected] – casella postale 3152, 10141 Torino
Aperture: Venerdì dalle 21:00 alle 23:00 – Sabato dalle 16:00 alle 19:00