Imperium e Raido a Trieste [Recensione]

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Gli Imperium hanno suonato a Trieste sabato scorso. Invitati dal Circolo Identità e Tradizione, hanno offerto più di 15 brani in versione acustica, in una bella serata dedicata alla memoria di Massimo Morsello. Il concerto è stato preceduto da una conferenza alla quale hanno partecipato Mario Tuti e Fabio Bellani per ricordare Massimino, e la Comunità di Raido per presentare le proprie attività e le iniziative legate al rapporto con l’Istituto Storico RSI.

Alla presenza di più di cinquanta persone, il terzetto acustico degli Imperium, composto da due chitarre e il basso, ha proposto i migliori brani del loro cd, tra cui Belfast, Jean, Riunite le schiere e Sera di Giugno, senza scordare le più cantate canzoni della musica non conforme: Non scordo, Claretta e Ben, Ritorno, Anche se tutti noi…no! Simpatico intermezzo è stato offerto con la già collaudata e apprezzata Con il nastro rosa di Battisti, riproposta in versione acustica più ritmata. Tra le altre canzoni eseguite l’ancora inedita Oltre la tua immagine, scritta dagli Imperium per tutte le ragazze militanti. E poi, non potevano mancare alcune tra le più significative tracce scritte da Massimino: da Intolleranza (presente anche nel cd degli Imperium) a Leon Degrelle, da Figli di una frontiera a Noi non siamo uomini d’oggi, per finire con la meno conosciuta, ma non per questo meno bella Orfanotrofio, canzone presente nel cd “Intolleranza” di Massimino.

La serata si è svolta all’insegna del divertimento ed è continuata, dopo gli Imperium, con le tracce proposte da Riki degli Ultima Frontiera e Ben, che hanno proseguito per almeno un’altra ora con una scaletta improvvisata con i più classici e divertenti brani del nostro panorama musicale. I Triestini hanno apprezzato anche perchè la musica, come ricordato dai relatori in apertura, ha la caratteristica di unire e scaldare i cuori della gente.

La due giorni di Raido e degli Imperium a Trieste si è conclusa domenica, con un giro delle zone della città che più stanno a cuore alla gente del posto: tra queste, la Foiba di Basovizza. Ricordare tragedie simili serve a mantenere vivo il ricordo di quanti sono stati uccisi dall’odio comunista solo perché italiani. Non scordare, ne’ oggi ne’ domani.

Un ringraziamento va a tutti quanti si sono prodigati per la riuscita della serata e per l’ospitalita’ ricevuta.