L’etica [comunista] di Napolitano

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Non deve venircelo a dire un uomo che nel lontano 1956 appoggiava la repressione sovietica in Ungheria, che l’Italia, e in generale tutto il mondo occidentale, muore di carenza di valori spirituali ed etici. “I comportamenti dettati da avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo dell’interesse generale e dall’ignoranza di valori elementari di giustizia e di solidarietà” sono frutto di agitamenti e lotte di componenti politiche, da cui di certo non può essere escluso il vecchio Pci. Anche se con cautela bisogna attenderne gli accertamenti giudiziari, quello che è accaduto a L’Aquila rappresenta una conseguenza di tali atteggiamenti, che sono all’ordine del giorno su tutto il territorio nazionale: è tra il tecnico e il subappaltatore, l’ingegnere e il collaudatore, nonché il cattivo e corrotto governatore di turno, che vanno rintracciati coloro che hanno responsabilità per quanto accaduto. Perché, come è stato ricordato in settimana, “non sono i terremoti che uccidono; il terremoto è un fenomeno naturale, come i vulcani e la pioggia: è l’uomo che uccide, perché costruisce come non dovrebbe laddove si sa che ci sono i terremoti”. Le responsabilità di tali persone sono gravi e punibili come quelle di coloro che poco più di 50 anni fa permisero le repressioni violente in Ungheria.

Le dichiarazioni nell’incontro con le famiglie francescane

Napolitano: «Bilancio del terremoto aggravato dallo sprezzo delle regole»

E sulla crisi economica il capo dello Stato ha detto: «Provocata da sete di potere e mancanza di valori»

ROMA – «Quando oggi pensiamo e soffriamo per le vittime e per i danni provocati dal terremoto in Abruzzo non possiamo non ritenere che anche qui abbiano contato in modo pesante e abbiano contribuito alla gravità del danno umano e del dolore umano comportamenti di disprezzo delle regole, disprezzo dell’interesse generale e dell’interesse dei cittadini». Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo nella Tenuta di Castelporziano una delegazione delle famiglie francescane.

LA CRISI – Il capo dello Stato, rivolgendosi ai Francescani, si è chiesto: «Non sono stati forse questi fenomeni e questi comportamenti» legati «a un indubbio e allarmante decadimento di valori spirituali, umani e morali» a rappresentare «una delle cause della crisi che oggi affligge le nostre economie e le nostre società?». «Parlo di comportamenti dettati da avidità, dalla sete di ricchezza e di potere, dal disprezzo dell’interesse generale e dall’ignoranza di valori elementari di giustizia e di solidarietà ».

LE REAZIONI – La capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro attacca Silvio Berlusconi e loda Giorgio Napolitano per le loro differenti dichiarazioni sul terremoto. «Sono stupefacenti le dichiarazioni del Presidente del Consiglio sulle inchieste che la magistratura sta compiendo per verificare ed accertare se esistano responsabilità nella tragedia del terremoto. Proprio oggi, mentre il Presidente della Repubblica lancia un accorato monito per condannare chi, infischiandosene della vita dei cittadini e preoccupandosi solo del proprio lucro, ha costruito senza tener conto delle regole».

I FRANCESCANI – I francescani d’Italia, per la prima volta ricevuti da un presidente della Repubblica in occasione degli 800 anni dell’Ordine, assicurano a Giorgio Napolitano un impegno forte, spirituale e materiale, a sostegno dei terremotati d’Abruzzo e la loro vicinanza a tutti gli italiani, nel segno dei valori del santo patrono della nazione che «sono anche alla base della carta costituzionale». «Per San Francesco – ha detto il ministro generale dell’ordine dei frati minori, Josè Rodroguez Carballo, ricevuto con una delegazione di 26 francescani – è fondamentale la continua ricerca del dialogo con tutti e l’impegno ad accogliere la diversità come una ricchezza che l’altro ci offre». Il presidente della conferenza italiana dei frati minori cappuccini, frate Aldo Broccato, da parte sua, si è soffermato sulle iniziative per il terremoto. «Confermiamo il nostro impegno – ha poi aggiunto – soprattutto nell’animazione e formazione dei giovani affinchè promuovano il valore alto della fraternità universale perchè i ‘lebbrosi’ della nostra epoca – ha concluso – possano sentire l’abbraccio della misericordia, della solidarietà e della accoglienza e perchè l’Italia come popolo e territorio sia riflesso dell’amore e della bellezza del creatore».

18 aprile 2009

(ultima modifica: 19 aprile 2009)

Fonte: Corriere.it