Enrico Mattei – Il coraggio e la storia

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Enrico Mattei - Il coraggio e la storiaDi seguito un estratto dall’intervento di Moffa presente nel libro dedicato ad Enrico Mattei (tratto dal sito http://www.mastermatteimedioriente.it/pdf/matteicoraggioestrattipersito.pdf).

CLAUDIO MOFFA
L’ombra di Israele sul “caso Mattei”

“ … Questo dunque l’appunto per Mattei: “Dall’elenco dell’ANIC per la spedizione della Relazione annuale dell’ENI risultano in Israele alcuni nominativi, uno dei quali è definito come ‘nostro agente’. Il fatto che l’ANIC abbia rapporti commerciali con Israele sembra incompatibile con le formali assicurazioni in contrario date dall’ENI al Comitato per il boicottaggio di Israele della Lega Araba”.
Mattei dunque, che il 20 settembre precedente aveva drasticamente smentito le “false” voci del Middle East Economic Survey, e il 12 ottobre aveva assicurato l’ambasciatore della RAU a Roma “che l’ENI non ha rapporti con Israele e non intende averne sotto alcun aspetto”, sa ormai (anche?) ufficialmente la verità: una verità che crea imbarazzo come risulta dal lungo rimaneggiare una bozza di lettera scritta il 19 gennaio 1962 e trasformata e spedita come testo ufficiale solo il 1 marzo successivo e come indicano i suggerimenti che Bonomi dà a Milani con un’altra missiva datata 6 marzo 1962, in vista di un viaggio a Damasco dell’addetto stampa di Beirut: viaggio per il rapporto sul quale sarebbe stato opportuno – chiede Bonomi – far uso di “carta non intestata e senza riferimenti all’ENI”. Nella lettera a Milani, fra l’altro, si suggeriva di deviare l’attenzione dell’interlocutore siriano dall’ENI alla Esso, consociata ANIC. E’ in effetti l’ANIC responsabile del “caso”, non direttamente l’ENI: l’Azienda cioè di cui allora era vicepresidente Eugenio Cefis, l’artefice dell’accordo con Israele del 6 dicembre 1957, il partigiano “Alberto” legato ai Servizi inglesi, personalità complessa, opposta per carattere a quella di Mattei. Colui che proprio nei giorni dello scandalo – metà settembre del 1961 – sembrerebbe essersi iscritto a una loggia massonica chiamata Giustizia e Libertà; e che dopo l’attentato di Bascapé avrebbe confermato e firmato l’accordo con le Sette sorelle già guadagnato da Mattei, nello stesso tempo però ridimensionando drasticamente i rapporti con i paesi arabi, a cominciare dal metanodotto con l’Algeria e da un contratto di perforazione con la Tunisia.
Sorge spontanea a questo punto la domanda: è tale episodio oscuro, il vero motivo dell’espulsione di Cefis dall’ENI, voluta da Mattei proprio in quel periodo, ed esattamente a gennaio, cioè subito dopo la scoperta dell’”elenco ANIC” con i 7 nomi di quattro referenti in Israele, documento datato 18 dicembre? E’ Israele il motivo vero dello scontro fra i due vecchi alleati dell’epoca della Resistenza?
E’ un interrogativo fondamentale, dalla cui risposta può discendere l’obbligo di una rilettura di tutta la vicenda Mattei e dello stesso attentato che assassinò il Presidente dell’ENI. …”

L’uomo e l’impresa – Giuseppe Accorinti
L’Eni di Mattei e il mondo del lavoro – Felice Di Nubila
Lavorando con Mattei – Vincenzo Gandolfi
La genialità di Mattei: metanizzazione e “rivoluzione nucleare” – Francesco Licheri

Mattei e la Sinistra di base – Giovanni Galloni
Mattei in Sicilia – Emanuele Macaluso
Il metanodotto Algeria-Sicilia, un ponte fra Europa e Paesi arabi – Graziano Verzotto

Benito Livigni – Enrico Mattei e l’Iraq
Claudio Moffa – Enrico Mattei e l’Egitto di Nasser
Nico Perrone – Enrico Mattei e la NATO

Umberto Bartocci – Appunti metodologici per le indagini adocumentarie
Andrea Ricciardi – La morte di Mattei: quando la storia è “segreta”

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