Campo a Terranuova Bracciolini [Recensione]

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Per la prima volta nella storia dell’Istituto Storico della R.S.I. si è svolto un “Campo d’Istruzione e di FormAzione” rivolto a giovani militanti (e non) che da più parti d’Italia hanno deciso di impegnarsi in questa tre giorni di approfondimento, lavoro e confronto cameratesco. Per questo, l’occasione di quest’anno si è rivelata per molti versi una scoperta del tutto inaspettata, rispetto a quanto già fatto in passato all’Istituto. Felice scoperta di tante realtà che – seppur divise da centinaia di chilometri (Monza, Catanzaro, Trieste, Roma…) e in molti casi senza conoscersi a fondo – si sono ritrovate insieme, nella condivisione degli stessi ideali e valori.

L’Istituto Storico della R.S.I. è così diventato per vecchi e nuovi frequentatori un momento per ricaricare le batterie: non quelle del corpo – sebbene riposo e cibo non siano mai mancati – ma quelle del cuore… quelle batterie che il mondo moderno con i suoi ritmi frenetici e le sue menzogne scarica ed insabbia nella monotonia della quotidianità.

In tal modo, questo 1° Campo d’Istruzione e di FormAzione dell’Istituto Storico è stato veramente l’occasione giusta per liberarsi una volta tanto dalle catene borghesi del mondo, e per fermarci a riscoprire veramente chi siamo, ritrovando il senso delle nostre “origini”. Così il confronto cameratesco, l’approfondimento culturale e la riflessione sull’esempio dei caduti della R.S.I., insieme alle ore spese nel lavoro comunitario, sono state tutte tese a dare risposta ad una domanda: come possiamo noi far rivivere in una società così meschina l’eroismo dei nostri padri? Com’è possibile traghettare i valori, gli esempi, dei combattenti dell’onore fino a noi: militanti del terzo millennio?

Nel dare una risposta concreta e militante a questa domanda si è sviluppato il nostro Campo: infatti alle vane parole abbiamo deciso di sostituire una più sana “oratoria dei fatti”, come nell’insegnamento del Capitano Codreanu.

La mattina, dopo la sveglia alle 7:30, fatta colazione tutti insieme, si parte subito col lavoro. Qualche pulizia qua e là, una verniciata a qualche porta un po’ precaria e si parte… giorno dopo giorno ci siamo accorti come lavorare insieme ci abbia reso tutti più uniti ed allo stesso tempo tutti partecipi di una comune “casa” – l’Istituto – ove ognuno, nella misura in cui ha potuto, ha dato il proprio contributo.

Dopo il lavoro mattutino, seguito dall’ottimo “rancio” preparato dai nostri camerati in cucina, nuovamente qualche ora di lavoro fino alle 17:00 in cui, lasciati gli arnesi da lavoro, si è passati alle conferenze. Conferenze non per intellettuali né accademici, ma per uomini e donne che alle belle parole preferiscono il contributo di relatori “militanti” che come tali hanno parlato, faccia a faccia, a militanti. Così le conferenze di questo Campo, seppur apparentemente diverse nei temi trattati – dalla ricerca storica revisionista, fino all’etica guerriera – sono state tutte legate da una comune finalità: proiettare l’eroismo nel presente partendo dall’esperienza e dalle gesta del passato ma, col pensiero rivolto al futuro.