Campo della Memoria [13 giugno]

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DALLA PARTE GIUSTA, QUELLA DELLA PATRIA

Resi gli onori ai caduti della RSI che riposano a Nettuno

Il 13 giugno 2009, in occasione della conclusione della Battaglia in difesa di Roma (4 giugno 1944) e della nascita del Comandante Junio Valerio Borghese (6 giugno 1906), si è tenuta al Campo della Memoria di Nettuno (Roma) una solenne cerimonia in rito tridentino in onore dei caduti della Repubblica Sociale Italiana.

La Santa Messa, celebrata da [***], ha visto la partecipazione di un centinaio di persone e rappresentanti diverse associazioni d’Arma e combattentistiche tra cui la Decima MAS e l’Associazione Nazionale Arditi d’Italia.

Al termine della cerimonia sono stati benedetti i cippi che ricordano in caduti della Repubblica Sociale Italiana.

Infine, vi è stata la consacrazione del labaro della Gran Cancelleria dell’Ordine dell’Aquila Romana e del labaro della Sezione “Enrico Toti” di Roma dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra, alla presenza di S.E. Guido Mussolini IV Capo e Gran Cancelliere dell’OAR e del [***].

Scorta d’onore al labaro dell’OAR è stato il Cav. Gr. Cr. Roberto Gigli. Presenti anche l’On. Prof. Luca Romagnoli, Segretario Nazionale della Fiamma Tricolore, il Cav. Uff. Maurizio Brugiatelli e il Comm. Bruno Sacchi, Segretario della Sezione “Piero Fioravanti” di Nettuno della Fiamma Tricolore.

«Questa cerimonia – ha dichiarato il Comm. Dott. Pietro Cappellari, ricercatore della Fondazione della RSI – Istituto Storico di Terranuova Bracciolini (AR) – è la riaffermazione dei valori della Repubblica Sociale Italiana in un’epoca dove parole come “Patria” e “onore” non hanno più nessuno significato. In mondo di rovine destinato a rovinare c’è ancora chi è disposto a sacrificarsi per alti valori. Qui si ricorda chi ci ha preceduto sulla via dell’onore: i reparti che difesero la Capitale dall’invasione angloamericana. Le gesta dei Marò della Decima, dei Legionari delle SS italiane, dei Paracadutisti del “Folgore”, delle Camicie Nere e di tanti altri combattenti repubblicani sono oggi note grazie allo studio e all’opera di divulgazione che da anni stiamo portando avanti. Un’opera di revisionismo storico che ci ha permesso di ricostruire fatti e avvenimenti che la mitologia antifascista voleva cancellare per sempre. Cito, ad esempio, i cecchini fascisti che accolsero a suon di fucilate i cosiddetti “liberatori” che entravano in Roma, ritardando – insieme ai reparti di retroguardia germanici – la conquista dei ponti sul Tevere per più di 10 ore e impegnando in combattimento le unità alleate per ben tre giorni. E’ a quei ragazzi e a quelle ragazze che noi pensiamo oggi. Al loro gesto di ribellione per l’onore d’Italia».

Conclusa la cerimonia, i presenti si sono ritrovati presso l’Osteria “da Rugantino” a Nettuno, dove – sempre alla presenza di S.E. Guido Mussolini – si è svolta la consegna dei diplomi dell’Ordine dell’Aquila Romana a nuovi Cavalieri.