Coscienza e Dovere [Fascicolo 29]

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Inerente al prossimo convegno organizzato da Raido…

Documenti per il Fronte della Tradizione – Fascicolo n. 29

PREMESSA

La scuola di Mistica Fascista “Sandro Italico Mussolini”, fu fondata da Arnaldo Mussolini, figura attualmente dimenticata dagli storici e poco conosciuta dal pubblico. Arnaldo era il fratello minore di Benito, al quale era legato da profondo affetto e da una stretta collaborazione, il cui ingegno è rappresentato dall’aver contribuito notevolmente a definire la dottrina e la politica del Fascismo. La scarsa notorietà di Arnaldo Mussolini, anche tra gli ambienti del neofascismo, è riconducibile al suo carattere, perché pur collaborando proficuamente con il fratello, operò sempre con discrezione. Un combattente che non si lasciò abbagliare dall’orgoglio, che sempre riuscì a coniugare modestia e fierezza, e che seppe conservare sempre il sogno di una vita semplice ed essenziale. Fu un uomo operoso, austero, generoso e riservato anche quando il successo lo vedeva ai vertici della politica nazionale. “Il chiasso è una manifestazione tipica degli irresponsabili. L’esibizionismo è odioso” amava ripetere soprattutto ai giovani. Con la creazione della Scuola di Mistica Fascista “Sandro Italico Mussolini”, intitolata al figlio morto di leucemia, Arnaldo volle idealmente consegnare alle nuove generazioni il compito di fascistizzare l’Italia, che ancora si attardava dietro l’ideologia liberale. Compito della scuola doveva essere, secondo il suo fondatore, quello della rivoluzione permanente, facendo rivivere lo spirito della trincea e dei primi anni del Fascismo, oramai che il regime si andava consolidando. Questa scuola formò migliaia di giovani che con eroiche scelte di vita seppero dimostrare la loro adesione all’idea che professavano, fu una scuola che si basava sulla convinzione che la rivoluzione non è sconvolgimento ma ordine, riconquista del senso della vita con la vittoria sulle passioni, con la sconfitta dell’egoismo, con la connessione tra l’uomo e il soprannaturale. La scuola fu fondata ai primi di Aprile del 1930 in seno al Gruppo Universitario Fascista di Milano, con l’appoggio del locale Istituto Fascista di Cultura. Dopo un periodo di incomprensione con il fascismo “ufficiale”, nel 1937 il PNF ne convalidò la costituzione, ma solo nel 1940 cessò di essere amministrata dalla federazione dei Fasci di Combattimento di Milano e dispose di un’amministrazione autonoma. “Coscienza e dovere”, fu il discorso letto da Arnaldo Mussolini all’inaugurazione del terzo anno della scuola, e ben presto divenne il suo testamento politico da cui fu tratto il decalogo dell’italiano nuovo, che insieme al motto “Nudi alla meta!” divennero le parole d’ordine della Scuola di Mistica Fascista e di tutta la gioventù del tempo. Riproporre questo testo è doveroso, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo, in cui si è smarrito il senso del fare politica, non più intesa come un momento ideale ma solo come somma di interessi. “Nudi alla meta” incitavano i giovani mistici dopo vent’anni di Fascismo, accusando chi col regime aveva fatto carriera e non voleva più mettersi in discussione. Oggi più che mai questo slogan dovrebbe far pensare chi alla meta è arrivato appesantito da medaglie ed onori, scambiando il potere non per servire, ma per essere servito.

RAIDO

Autore: Arnaldo Mussolini

Pagine: 23

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