Ospite indesiderato

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Ennesima faccenda scabrosa che vede coinvolto il mostro americano: da una parte si fa sponsorizzatore di pace e difesa degli oppressi. Dall’altra, però, dà ascolto al suo creditore e, con la coda fra le gambe e il viso paonazzo di vergogna, fa quello che dice. Il Dalai Lama? Facciamolo vedere poco per questi corridoi della Casa Bianca…

Atteso incontro Obama-Dalai Lama

Usa, grande il disappunto della Cina

Grande attesa per il suo primo incontro di Barack Obama con il Dalai Lama a Washington. Il presidente Usa apre per l’occasione le porte della West Wing, l’ala politica della Casa Bianca, ma non l’Ufficio Ovale, il sancta sanctorum del potere presidenziale. Anche Hillary Clinton avrà un colloquio con la guida spirituale tibetana. Grande il disappunto della Cina: l’incontro non arriva in un momento facile nei rapporti tra Washington e Pechino. A dar retta agli addetti ai lavori, ci sono soprattutto ragioni di carattere economico dietro la rabbia di Pechino per l’incontro tra il presidente Barack Obama e il Dalai Lama, alla Casa Bianca. Ma le tensioni diplomatiche tra Stati Uniti e Cina sono reali e hanno raggiunto un livello di guardia.

Con le due gigantesche economie sempre più interconnesse, la Casa Bianca si attende delle reazioni limitate, ma la visita del Dalai Lama potrebbe rendere più complicati gli sforzi di Obama per assicurarsi di avere l’appoggio della Cina su temi cruciali come l’imposizione di sanzioni più dure all’Iran, la soluzione dello stallo con la Nord Corea in materia di nucleare e la realizzazione di un nuovo accordo globale in materia di cambiamenti climatici.

Il Dalai Lama ha incontrato regolarmente tutti i presidenti americani negli ultimi vent’anni, da George Bush padre a George Bush figlio, ma questa volta le pressioni sulla Casa Bianca sono state fortissime così come la richiesta di cancellare “l’incontro sbagliato”. Per Pechino, il Dalai Lama è “un lupo in abiti da monaco” e il colloquio con Obama serve a fare da grancassa alle istanze separatiste del Tibet.

La questione è molto delicata: i presidenti americani non possono non incontrare il Dalai Lama se non vogliono incorrere negli strali degli attivisti per i diritti umani, i cinesi invece devono criticare l’incontro con un leader che per loro è l’incarnazione delle aspirazioni separatiste del Tibet.

fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo474274.shtml