Piccoli criminali crescono…

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12 anni e la colpa di aver scritto su un banco. Per questo Alexa Gonzales è stata portata via da scuola in manette, in lacrime, come si potrà immaginare. Non siamo nel ’40, non siamo in Italia o in Germania. E nemmeno in Cina, dove il problema per gli americani è la censura del web, mentre milioni di persone sono praticamente ridotte in schiavitù. Ciò che vi raccontiamo è successo solo qualche settimana fa negli Stati Uniti…si, si, proprio lì, nella più grande democrazia occidentale…ed a quanto pare non si tratta nemmeno di un caso isolato. Non bastavano gli spari in classe e la microcriminalità, ora anche questo. Abbiamo il vago sospetto che qualcosa non vada nel sistema scolastico americano…

MILANO – E’ stata fermata dai poliziotti che l’hanno portata via dalla sua scuola in manette, incuranti delle sue lacrime e grida di disperazione. L’hanno trattata da vera criminale, nonostante abbia solo 12 anni. E nonostante il suo reato consista nell’avere scritto con un pennarello verde «Amo i miei amici Abby e Fait. Lex è stata qui il 2/1/10» sul banco di scuola. Una colpa che non le è costata un semplice richiamo, una nota ai genitori o una ramanzina da parte del preside. Alexa Gonzales, una giovane studentessa della Junior High School di Forsest Hill, nello stato di New York, non è finita in carcere ma ha dovuto subire qualcosa che per un’adolescente come lei è forse peggio: l’umiliazione davanti a tutti i compagni di classe.

ECCESSO DI ZELO – La storia è raccontata dal sito Internet dell’emittente americana Cnn, che punta il dito contro l’eccesso di zelo con cui le autorità scolastiche interpretano la cosiddetta «tolleranza zero». Negli istituti americani si registrano numerosi casi di violenza ed è noto che nelle diverse scuole siano all’ordine del giorno metal detector e vere e proprie “ronde” da parte di sorveglianti. Questi ultimi, in molti casi, sono associati proprio alle autorità di polizia municipale con cui lavorano a stretto contatto. Ma dall’essere quasi poliziotti al fare intervenire i veri agenti per portare via una ragazzina che ha lasciato una scritta sul banco (alzi la mano chi non lo ha mai fatto….) ce ne corre. O, almeno, dovrebbe. Invece la storia è arrivata ai media e ora negli Usa si riapre il dibattito sui metodi di controllo e di prevenzione della micro-criminalità giovanile.

«TOLLERANZA ZERO» – Scrivere su un banco può essere un indizio di un futuro comportamento deviato e, come tale, da reprimere bruscamente? Gli operatori sociali interpellati dalla Cnn hanno i loro dubbi. «L’ultima cosa che vogliamo» ha spiegato un’assistente sociale citata dall’emittente è che i bambini vengano spediti n galera. Tuttavia nella sola città di New York è dal 1998 che la politica della tolleranza zero in linea con il trend inaugurato dall’ex sindaco Rudolph Giuliani ha portato all’assunzione negli istituti di addetti alla sicurezza che fanno capo direttamente all’Nypd, il dipartimento di polizia celebrato in molti film e telefilm. Sono almeno 5 mila, fa sapere la Cnn, contro meno di 3 mila assistenti sociali e counselor, figure simili allo psicologo che hanno il compito di ricevere e ascoltare i ragazzi che presentano problemi di inserimento o che manifestano criticità nei loro comportamenti.

LA POLIZIA NON COMMENTA – E la polizia? La Cnn riferisce di avere cercato più volte di entrare in contatto con qualche ufficiale per farsi dare conto dell’accaduto. Il Nypd non ha però ritenuto di dover fornire una propria versione. Il caso, del resto, non è il primo caso del genere: non ci sono statistiche precise, visto che essendoci coinvolti dei minori gli istituti tendono a non classificare questo tipo di episodi. Tuttavia non è la prima volta che un fatto come questo si verifica. E secondo i commentatori americani, probabilmente non sarà neanche l’ultimo.

Fonte: corriere.it

18 febbraio 2010