Sul crocifisso nelle aule

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a cura del Cuib Femminile

Un altro… l’ennesimo attacco alle nostre radici di esseri umani e della nostra tradizione. Un attacco alla solida terra su cui dovrebbero poggiare i nostri piedi e al sicuro cielo cui dovrebbe tendere il nostro spirito. E l’attacco diventa ancora più duro e cruento se il bersaglio sono i nostri bambini e ragazzi che vivono la fase più delicata della vita, la fase della crescita in cui è fondamentale e necessario avere scogli sicuri cui ancorarsi per non essere trasportati via dalle tante correnti, argini sicuri per non disperdersi in mille insignificanti rivoli destinati a sparire…quella preziosa e delicata fase delle nostre vite in cui i punti di riferimento acquistano più che mai un’importanza fondamentale. E l’attacco che si è cercato di portare a segno consiste nel togliere un simbolo sacro dal luogo principe in cui si svolge l’educazione dei nostri ragazzi, che poi si traduce…considerando anche le influenze che i simboli esercitano sull’ambiente circostante, si traduce nel tentativo di togliere il Sacro come punto di riferimento per la giovani vite che si stanno formando…E’ semplicemente pazzesco, disumano e crudele!

ROMA. La Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha giudicato ammissibile il ricorso presentato dal governo Berlusconi contro la sentenza con la quale gli stessi giudici – il tre novembre scorso – avevano detto no all’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Un passaggio per ora soltanto burocratico, visto che la sentenza definitiva e nel merito si avrà tra qualche mese.  Allora dovrà esprimersi la Grande Camera di Strasburgo composta da 17 giudici. La decisione è stata comunque accolta con grande soddisfazione dal centrodestra e dalla Cei (Conferenza episcopale italiana), i cui maggiori esponenti hanno commentato con entusiasmo. Una bocciatura del ricorso del governo infatti avrebbe messo la parola fine alla vicenda, che così invece vede allungarsi i tempi del “processo” e accrescere le speranze che le pressioni portate su Strasburgo ottengano i risultati sperati, come ha detto il ministro Frattini che ha espresso “vivo compiacimento”. Il responsabile degli Esteri ha aggiunto che «con soddisfazione constato che sono stati accolti i numerosi e articolati motivi di appello che l’Italia aveva presentato alla Corte». Commenti positivi anche dal Partito democratico, per bocca dei senatori Chiti e Ceccanti: «E’ altamente positivo che la Corte abbia accettato le ragioni dell’Italia». Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 chiese all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme (Padova), dove studiavano i due figli, di togliere i crocefissi dalle aule. Dopo i ricorsi respinti dai tribunali italiani, la Lautsi si era rivolta alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo che le aveva dato ragione. Netta la motivazione: «La presenza del crocifisso rappresenta una violazione». Ieri l’ammissione del ricorso presentato dal governo che concede quindi una prova d’appello davanti alla Grande Camera, dove saranno ascoltate le parti: la signora Lautsi e il governo, ma anche terzi che ne faranno richiesta. Soddisfazione del ministro dell’Istruzione: «Un grande successo dell’Italia nel riaffermare il rispetto delle tradizioni cristiane e l’identità culturale del Paese, ma anche un contributo all’integrazione che non va intesa come una rinuncia alla storia e alle tradizioni italiane». (a.g.)