Disperata resistenza, ovvero Davide contro Golia

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L’arroganza di Israele non ha limiti: come si può dunque criminalizzare un popolo oppresso che tenta esclusivamente di affermare il proprio diritto ad esistere continuamente minacciato e tutelato solo a parole dai governi occidentali, che però cedono sempre alle continue prove di forza di Israele?!

Gerusalemme – (Adnkronos/Aki/Ign) – Alta tensione a Gerusalemme Est contro l’inaugurazione di una sinagoga. Il governo israeliano conferma la decisione di costruire nuove colonie, l’inviato di Washington, George Mitchell, cancella la visita nel Paese

Gerusalemme, 16 mar. (Adnkronos/Aki/Ign) – Scontri oggi a Gerusalemme est tra palestinesi e militari israeliani durante le proteste nel “giorno della rabbia”, indetto da Hamas e le altre organizzazioni islamiche per protestare contro l’inaugurazione della sinagoga Hurva, avvenuta ieri nella citta’ vecchia di Gerusalemme, contestata dagli arabi perche’ troppo vicino alla moschea di al-Aqsa.

Gli agenti israeliani hanno risposto con lacrimogeni e pallottole di gomma al lancio di pietre dei militanti palestinesi che hanno anche dato fuoco a copertoni. Una quarantina di palestinesi sono stati ricoverati per piccole ferite, riporta il sito di Haaretz che parla anche di sette militanti arrestati.

“Chiediamo ai palestinesi di considerare martedi’ come un giorno di rabbia contro la politiche dell’occupazione israeliana contro la moschea di al Aqsa” ha dichiarato Hamas. Anche Fatah, la fazione rivale che controlla la Cisgiordania, ha criticato il restauro dell’antica sinagoga, distrutta dai giordani nel 1948 e posta a soli 400 metri dalla moschea di al Aqsa. Da venerdi’ scorso, in vista della cerimonia di inaugurazione della sinagoga che si e’ svolta ieri e dopo gli scontri di dieci giorni fa, e’ in vigore il divieto per i palestinesi di recarsi sulla Spianata del Tempio.

Ad accrescere le tensioni poi, la decisione del governo israeliano, duramente criticata da Usa ed Europa, di procedere alla costruzione di nuovi insediamenti.

L’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medioriente George Mitchell ha deciso di rinviare la sua visita nella regione. Lo ha fatto sapere oggi l’ambasciata americana in Israele all’ufficio presidenziale. Rinviato, quindi, l’incontro che il rappresentante di Obama doveva avere con il presidente israeliano Shimon Peres.

Resta confermato per oggi il vertice tra il vice presidente americano Joe Biden e il segretario di Stato Hillary Clinton per discutere la recente crisi tra la Casa Bianca e Israele per la decisione di quest’ultimo di costruire nuove 1600 abitazioni a Gerusalemme Est. Un piano aspramente criticato dall’amministrazione Obama, in quanto considerato un ostacolo al processo di pace avviato tramite negoziati indiretti con mediazione Usa. Ed e’ proprio a seguito della crisi in atto che e’ stata rinviata la visita di Mitchell nella regione.

L’inviato Usa doveva incontrare questa sera Peres. A seguire, era in programma l’incontro con il premier Benjamin Netanyahu. La questione israeliania, invece, sara’ discussa a Washington, tra Biden e la Clinton.

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/MO-nel-giorno-della-rabbia-scontri-fra-palestinesi-e-polizia-Crisi-Israele-Usa_129277737.html