Trucchi del mestiere: lo scandalo dei derivati

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La notizia ha un grande potenziale ma già di per sè è un segno di qualcosa che si muove nella direzione giusta: sta per partire, infatti, il primo processo che in Europa vedrà rispondere davanti alla giustizia ed in un processo penale quattro grandi banche, ree secondo l’accusa di aver appioppato ad enti locali – qui si tratta del comune di Milano – contratti derivati. I derivati, lo ricordiamo brevemente, sono contratti il cui valore dipende dall’oscillazione di azioni, indici, valute o altri titoli; non sono trattati nelle normali borse valori ed il rischio ad essi collegato è tra i più alto sui mercati. Sono – per essere chiari – proprio i derivati ad essere continuamente sotto accusa per la creazione di bolle speculative, dannose per il mercato e per gli investitori. Nel caso dell’amministrazione pubblica, i derivati possono servire a mascherare indebitamenti, come è avvenuto in Grecia, con conseguenze disastrose. E così come in Grecia, anche molte amministrazioni locali in Italia si sono affidate a questo strumento, non si sa fino a che punto per incompetenza o per “ingenuità”, posto che questa possa essere una giustificazione per chi opera nel settore pubblico. Sta di fatto che finalmente qualcuno ha portato in tribunale questi signori delle banche, per fargli pagare il conto di quella che è oggettivamente una sottrazione di denaro dalle casse pubbliche. E speriamo che almeno stavolta i giudici difendano davvero il bene pubblico…

Il processo “pilota” è pronto a partire. Per la prima volta in Italia, e in Europa, si avvia un processo penale contro quattro banche che hanno venduto a un ente locale contratti derivati. Il caso riguarda il comune di Milano e le quattro banche sono Deutsche Bank, Depfa, Ubs e JP Morgan, ma l’esito di questo processo potrebbe condizionarne almeno altri 45 in Italia e chissà quanti in Europa. Ecco perché nelle aule del Tribunale di Milano si gioca una partita ben più grande. Se le banche risultassero sconfitte, la sentenza creerebbe un precedente per loro molto pericoloso: perché potrebbero essere costrette a sborsare centinaia di milioni in risarcimenti a molti altri enti locali. D’altro canto, se venisse sconfitta la tesi accusatoria, per tanti enti locali si chiuderebbero molte opportunità di recuperare soldi pubblici che – a prescindere dall’esistenza o meno di una frode – sono stati persi. Forse è per questo che sia le banche sia il Pm vogliono andare fino in fondo: questa sentenza, comunque vada, entrerà nella storia. La speranza è che la giustizia arrivi al dunque in tempi brevi.

19 marzo 2010
fonte: ilsole24ore.com