Giovinezza legionaria [Recensione conferenza]

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di Angelo Spaziano

Sabato 27 marzo scorso si è tenuto un convegno, nei locali di Raido siti in via Scirè 21/23, che ha proposto al folto pubblico convenuto i risultati di un approfondito studio condotto sul martire romeno Corneliu Codreanu e la sua Guardia di ferro. L’introduttore ha illustrato come la “Via” indicata dall’eroe sia quella stessa che è, da sempre, l’”iter” spirituale obbligato proprio degli uomini nuovi che andranno a formare il nerbo delle legioni del domani. Infatti è stata espressa la convergenza degli obiettivi che sia la Guardia di Ferro a suo tempo che Raido oggi si sono prefissi e intendono portare avanti, ovvero l’azione guidata da una visione spirituale della vita, dunque tendente verso l’alto, che abbia come scopo quello della formazione di sé e del cosiddetto uomo nuovo.

L’idea di questa conferenza nasce all’interno di un progetto più ampio che a partire dallo scorso ottobre ha visto diversi militanti dell’associazione formare un gruppo di studio e impegnarsi su più fronti, nella prospettiva di trattare la Legione sotto ogni suo aspetto. Questo lavoro, oltre che la presente conferenza, ha trovato concretizzazione in un fascicolo disponibile presso i locali dell’associazione e nell’idea di portare questa conferenza in più parti d’Italia.

Fedeltà, onore, lealtà, sacrificio, capacità di estraniarsi dalle passioni del proprio “Io” per essere veri legionari: tutto questo deve essere sperimentato personalmente nelle ardue “tre prove legionarie”, che tempreranno il vero cittadino del futuro, un uomo completo, metà guerriero e metà asceta, destinato a concepire anche la politica come sacrificio. Si è poi trattato a fondo delle caratteristiche peculiari dei tre “gradi” che devono essere pienamente percorsi dai legionari in cerca dell’autoperfezione fisica e spirituale. Il primo cimento è il “Monte della sofferenza”, che tratta del viaggio iniziatico del legionario per salire verso la vetta inospitale e brulla, proprio come in un’escursione in alta montagna per saggiare – e mettere a dura prova – i limiti dell’organismo sottoposto allo stress delle alte quote: freddo, fatica, spossatezza, vertigini, ipotermia, anossia, rischio di congelamento. Il secondo cimento è rappresentato dalla “Selva delle fiere selvagge” lo spaventoso bosco metaforico dove il legionario dovrà temprare lo spirito attraverso la capacità di dominare le sue passioni: la paura in primo luogo. Il terzo cimento è la “Palude della disperazione”, ultima prova ma anche la più difficile. Qui si chiede al legionario di forgiare la sua fede, che deve essere adamantina poiché, contrariamente ai primi due cimenti di cui abbiamo già parlato sopra, in questo non vi sono possibilità d’appello qualora il candidato fallisse. L’ultimo relatore, ha posto l’accento sul fatto che questo è un percorso che i giovani militanti dell’associazione Raido hanno ben compreso da tempo e che cercano di realizzare tutti i giorni affrontando la vita con mentalità – appunto – legionaria. Se non si ha un cuore puro e uno spirito saldo, infatti, quelli che furono gli itinerari spirituali di Codreanu non solo non saranno compresi, ma si rischierà di vanificarli sotto una verniciata di banale superomismo. Se si entrerà in sintonia con l’autentico messaggio offerto dal leader romeno invece, la ricompensa sarà una vera e completa vita di feconda militanza. Il convegno si è concluso con la testimonianza di Ileana Codreanu, moglie dell’eroe, che in un’intervista di anni fa raccontava di quale fosse la vita quotidiana dell’eroe Corneliu Codreanu e dei suoi legionari.

Infine, vi è stata una buona quantità di domande, sintomo dell’interesse dei presenti, su temi di approfondimento quali il ruolo della donna nella legione e altro per i quali, a chi fosse interessato, si rimanda al fascicolo pubblicato dall’associazione culturale Raido di cui si parlava all’inizio di questa recensione. Per quello che riguarda invece l’approfondimento del messaggio di Codreanu stesso e delle tre prove legionarie si ricorda che presso la libreria sono presenti libri quali “Il capo di cuib” e altri scritti da Codreanu in persona o riguardanti questo tema.

Ultimissima ma doverosa precisazione è che questa è stata la prima conferenza organizzata e tenuta esclusivamente da membri interni all’associazione, i quali con dedizione e serietà hanno dimostrato una grossa preparazione e capacità espositiva.