Gli impresentabili

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Dopo i patti bilaterali siglati con la Russia per la riduzione degli armamenti nucleari, gli Stati Uniti hanno organizzato per il prossimo 12 e 13 aprile a Washington un vertice sulla sicurezza nucleare. Niente di peggio per mettere in imbarazzo il principale alleato Israele che, con il suo arsenale atomico mai ufficialmente confermato che consterebbe di 200 bombe, è subito diventato protagonista dei lavori di preparazione. Pare, infatti, che la Turchia – che recentemente ha anche attaccato, tramite il suo premier Erdogan, il comportamento israeliano a Gaza – e l’Egitto siano pronti ad avanzare in quella sede proprio la questione-tabù dell’arsenale nucleare dello stato ebraico, forse per spingerlo a sottoscrivere quel Trattato di non-proliferazione mai firmato dal paese mediorientale e di cui è invece parte l’odiatissimo Iran. Il presidente iraniano, minacciato da sanzioni che proprio Israele si permette di invocare per la presunta intenzione di produrre armi atomiche, ha tra l’altro annunciato che qualche giorno dopo il vertice americano ospiterà un contro-vertice per rilanciare provocatoriamente lo slogan “energia nucleare per tutti, armi nucleari per nessuno”. Insomma, dopo la pessima figura fatta in occasione della visita del vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden, Israele si appresta a ritornare al centro delle polemiche. Fonti israeliane hanno infatti confermato che al vertice non parteciperà il premier Benjamin Netanyahu che, contrariato dalle polemiche annunciate, delegherà il suo vice. Brutta storia per il primo ministro che aveva programmato tutto un altro vertice, incentrato sull’invocazione di sanzioni all’Iran e sulla ripetizione del solito mantra della guerra al terrore. Da Washington ci si è subito affrettati a difendere e rassicurare il “prezioso” alleato: “Israele avrà comunque una robusta delegazione al summit per la sicurezza nucleare della prossima settimana” ma “non vuole essere il catalizzatore per cambiare il tema dell’incontro”, dice James Jones, consulente per la sicurezza nazionale americana. Ma da Israele non sentono ragioni, non si fidano ed assicurano che i “paesi arabi mussulmani” vogliono incentrare la conferenza sulla questione israeliana. E sarebbe pure ora, aggiungiamo noi.

fonti:

http://www.corriere.it/esteri/10_aprile_09/netanyahu_conferenza_washington_d7be04aa-4396-11df-9c20-00144f02aabe.shtml

http://www.jpost.com/International/Article.aspx?id=172707

http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/middle_east/article7092795.ece