Co-lunching

296

a cura del Cuib Femminile

“Co-lunching”: un nuovo modo di vivere il web,  un nuovo termine coniato da una manager che aveva voglia di pranzare in compagnia e non da sola…
Solo una riflessione: il rapporto faccia a faccia, la sincerità o la slealtà che traspare negli occhi di chi ti sta di fronte, una stretta di mano, una carezza, un bacio, insomma i “veri” rapporti tra uomini e donne, dove sono finiti, se ormai si arriva addirittura ad organizzare il co-lunching on line, per “non pranzare a casa da soli”?
Ma quale alienazione sta vivendo la società oggi?
Ma quale deserto si sta aprendo dentro gli uomini e le donne, se non sono neanche capaci di trovarsi bene soli con loro stessi, addirittura incapaci di trovare un amico con cui pranzare soli?

PARIGI (15 giugno) – Dopo gli aperitivi giganti, tra gli utenti francesi del social network Facebook è nata una nuova idea: il co-lunching, pranzo collettivo per riunire intorno a un tavolo persone che altrimenti mangerebbero a casa da sole, spesso di fretta e in modo trascurato. Telelavoratori, giornalisti e disegnatori freelance, imprenditori autonomi, ma anche studenti impegnati sulla loro tesi o donne in congedo maternità, si ritrovano in gruppi, in piccoli ristoranti, scoprendo il piacere di chiacchierare con persone finora frequentate soprattutto online.

«A mezzogiorno, di solito, mangio in compagnia della mia tv», confessa al sito d’informazione Rue89 una partecipante a uno degli incontri, in un ristorante di Parigi, redattrice a distanza per un noto editore francese. «L’idea del co-lunching mi sembra molto simpatica mi permette di vedere che altrimenti vedrei troppo poco spesso, e di conoscerne delle altre. Ma soprattutto mi permette di avere una vera pausa pranzo, conviviale, e di mangiare sano».
L’idea è venuta a una pr, Sonia Zannad, che lavora come freelance da casa. La donna ha spiegato come è nata l’idea: «Non ho colleghi di lavoro. Quindi spesso, a pranzo, mangio da sola e senza badarci troppo. Di colpo, ho pensato che ci sono molte persone nella stessa situazione, e che
potevo riunirle».