Fragilità giovanile

268

Soffrire di acne oggi, nella società dell’immagine, è un problema così grave da far esplodere un grave disagio interiore e indurre addirittura al suicidio. Peccato che non basti il solito farmaco propinatoci per placare questo fenomeno ma siano bensì altri i campi sui quali bisognerebbe agire, in primis l’autostima.

MILANO – L’acne giovanile, secondo uno studio svedese del Karolinska Institute, è una patologia capace di portare al suicidio tra i giovani: associata ad altri malesseri, in un ragazzo già molto vulnerabile, questa malattia della pelle può far esplodere il disagio. E i farmaci non sempre migliorano la situazione. Anzi.
ISOTRETINOINA – La sostanza con la quale si cura farmacologicamente l’acne grave si chiama isotretinoina ed è utilizzata per via topica o, nei casi più gravi, per via orale. Si tratta di un farmaco retinoide (derivato dalla vitamina A) e dal 1983 negli Stati Uniti veniva distribuito attraverso il discusso Accutane, utilizzato per il trattamento della forma grave dell’acne nodulare e infiammatoria, dell’acne conglobata e dell’acne recalcitrante. Quest’ultimo però ha una storia controversa ed è stato collegato a difetti di nascita, se assunto da donne in gravidanza, e a disordini mentali. Una volta tolto dal commercio è stato sostituito da farmaci generici a base di isotretinoina.
STUDI CONTRADDITTORI – Secondo la ricerca del team di scienziati del Karolinska Institute svedese, che ha coinvolto 5.756 persone trattate con isotretinoina, il rischio di comportamenti suicidi aumenta dalle due alle tre volte in concomitanza con l’assunzione del medicinale, specialmente nei primi sei mesi di somministrazione. Nel 2008 uno studio canadese parlava di un rischio duplicato di depressione associato alla isotretinoina, mentre gli scienziati norvegesi hanno dimostrato che chi soffre di acne ha una maggiore probabilità di depressione clinica rispetto alla popolazione generale, a prescindere dai farmaci. Come sempre è difficile isolare la variabili: è una questione di farmaci o già di per sé l’acne per un ragazzino può essere un problema così terribile da pensare di farla finita? Una verità non esclude l’altra. Secondo Sarah Bailey, del dipartimento di farmacologia della Bath University britannica, la questione rimane irrisolta e non bisogna dimenticare che l’eccesso di brufoli in giovane età è una delle maggiori cause di disagio e di mal di vivere. In un’età costellata da profonde insicurezze e di grandi dilemmi interiori, vedere la propria pelle trasfigurata ed essere oggetto di scherno da parte dei coetanei può trasformarsi in un dramma sociale senza via d’uscita, che non sempre gli adulti sanno interpretare. «In tutti i casi è bene monitorare i ragazzi che fanno uso di farmaci delicati, non solo dal punto di vista fisico, ma anche psicologico», sottolinea Bailey.
IL PARERE DELL’ESPERTO – Secondo Marcello Monti, professore dell’Università di Milano e responsabile della dermatologia dell’Humanitas il problema è noto da circa un ventennio e la ricerca svedese conferma dati già accertati attraverso l’osservazione empirica e poi raccolti in studi più ampi: «L’isotretinoina può portare alla depressione psichica, anche in pazienti non affetti da acne. Chiaramente le due componenti associate, ovvero la presenza di acne e il farmaco retinoide, possono avere un effetto gravemente destabilizzante fino a portare a idee suicidali, soprattutto nell’adolescenza». «Per il trattamento dell’acne è iniziata tutt’un’altra era e i dermatologi sono ormai concordi nell’utilizzare prodotti naturali – continua Monti -, nonostante questi farmaci (per altro anche teratogeni) siano ancora in commercio».
L’IMPEGNO DI GOOGLE – Chiunque sia talmente disperato e solo da pensare di togliersi la vita potrebbe trovare un conforto grazie alla grande G. Il popolare search engine infatti propone al primo posto della lista dei risultati, a chiunque digiti sulla stringa del suo search engine la parola suicidio, il riferimento a Samaritans, la Onlus specializzata nel dare ascolto ai potenziali suicidi. Scrivendo la fatidica parola comparirà un numero verde e il link all’Onlus e qualsiasi aspirante suicida potrà trovare il supporto dell’associazione, 24 ore su 24. Google si è già impegnata in passato in questa direzione, dimostrando una certa sensibilità verso il delicato problema. Recentemente Mountain View infatti si è mobilitata contro l’esplosione di suicidi registratasi in America tra i gay e proprio per lanciare un appello a questi ragazzi, in collaborazione con Trevor (l’associazione che tenta di prevenire i suicidi), ha promosso un video che fa parte della campagna “It gets better” (andrà meglio).
IL SUICIDIO – Secondo i dati europei il suicidio è la seconda causa di morte tra i giovanissimi. Spesso riguarda ragazzi normali, con vite normali. Ma dietro questa facciata di normalità, si nasconde un baratro di sofferenza e disperazione, che spesso famigliari e amici non sanno intercettare.

http://www.corriere.it/salute/10_novembre_12/acne-farmaci-disperazione-dipasqua_f1bf2d24-ee55-11df-8dee-00144f02aabc.shtml