Si stringe la cinghia

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Calano drasticamente i consumi per via dell’effetto crisi; invece l’idea di riprendersi in fretta e poter ritornare al consumismo più sfrenato rimettendo in moto le assurde regole che dominano l’economia  siamo certi non subirà mai una flessione!

Roma, 11 dicemrbe 2010 – Tra il 2007 e il 2010 le famiglie italiane hanno ridotto i consumi per un importo pari a 17,6 miliardi di euro (dato al netto dell`inflazione). In termini percentuali la contrazione media nazionale è stata del 5,2%.Sono questi i risultati emersi da un`analisi realizzata dall`Ufficio studi della Cgia di Mestre che ha cercato di capire quanto hanno stretto la cinghia le famiglie italiane in questi ultimi anni di crisi economica.
A livello territoriale, i dati complessivi ci dicono che la riduzione più forte è avvenuta in Campania, con 2,82 mld di euro. Segue laLombardia, con 2,64 mld di euro e, nell`ultimo gradino del podio, troviamo la Sicilia, con 2,01 mld di euro. Solo le famiglie dell`Abruzzo(+88,6 mln), del Friuli V.G. (+192,1 mln) e dell`Emilia Romagna (+242,2 mln) hanno visto aumentare la spesa in questo periodo di grave crisi. Analizzando la contrazione in termini percentuali, sono le regioni del Centro Sud a guidare la graduatoria delle realtà territoriali più colpite dal taglio dei consumi. Al primo posto troviamo le Marche (-8,1%), al secondo posto la Calabria (-7,7%) e al terzo posto la Campania (-6,8%).
Appena fuori dal podio il Lazio (-6,7%), l`Umbria (-6,5%) e la Puglia (-6,2%). Se, invece, si prende come parametro di riferimento la riduzione della spesa per famiglia, a livello nazionale la contrazione media è stata pari a 706,1 euro. A livello regionale spicca il dato della Valle d`Aosta (-1.439,9 euro), delle Marche (- 1.402, 5 euro) e della Calabria (- 1.361,6 euro).
Quali sono stati, invece, i settori più colpiti da questa riduzione dei consumi? Secondo l`elaborazione della Cgia di Mestre, a registrare il calo più consistente è stato il settore dei mobili, elettrodomestici e casa (-9,3%).
Seguono gli alimentari e le bevande non alcoliche (-6,2%), le bevande alcoliche (-4,9%) e i trasporti (-4,8%). In deciso aumento, nonostante le ristrettezze economiche delle famiglie italiane, sono state le spese per la casa (bollette, manutenzioni, fitti, mutui etc., pari a+2,9%) e soprattutto la spesa sanitaria (in particolar modo i medicinali, gli articoli sanitari e il materiale terapeutico, pari a + 4,9%).

“La crisi economica scoppiata verso i primi mesi del 2008 – esordisce Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre – ha avuto delle ripercussioni gravissime sui consumi. Con un numero sempre maggiore di disoccupati, di cassaintegrati e con la forte sfiducia che ha investito tutti i consumatori, abbiamo registrato una drastica riduzione delle capacità di spesa delle famiglie italiane che continua a condizionare negativamente l`economia del Paese.” “Appare evidente – conclude Giuseppe Bortolussi – che per far ripartire i consumi dobbiamo mettere nelle condizioni le famiglie italiane di avere più soldi in tasca. Per questo è necessario far ripartire gli investimenti pubblici nelle grandi infrastrutture e dare la possibilità anche agli Enti locali di mettere in moto quei piccoli cantieri che sono indispensabili per far creare nuovi posti di lavoro”.

Fonte: http://qn.quotidiano.net/economia/2010/12/11/427886-crisi_morde_duro_famiglie_costrette.shtml