Cupe prospettive

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La più grande invenzione del secolo non è una scienza esatta, ma questo forse lo sapevamo già. In quanto creatura dell’uomo moderno, la signora democrazia è un sistema irrealizabile e fallimentare, basato su concetti contrari alla natura umana e non può dunque costituire il supremo valore della società, sostituendo verità e giustizia.

Domenica, a protestare contro Berlusconi e in difesa della dignità delle donne, erano un milione. “Un milione, nel mondo”, secondo i titoli dei giornali, perché anche in Francia, in Spagna e altrove, uomini e donne si sono mobilitati contro il Berlusconi sciupafemmine.
In effetti, ci ricorda la stampa, si trattava di donne ma anche di uomini e – come chiosa il presidente della provincia di Roma Zingaretti – anche di “ragazzi”.
Quindi un milione di donne, uomini e ragazzi hanno protestato “nel mondo” contro Berlusconi. L’Italia ha quasi sessanta milioni di abitanti, dei quali i votanti sono circa quaranta a secondo della partecipazione. Gli abitanti del mondo sono circa sette miliardi.
Nel dicembre scorso circa ventimila tra studenti, precari, militanti comunisti e facinorosi generici hanno sfilato contro la riforma Gelmini. Secondo i giornali – ma anche secondo il presidente Napolitano – costoro rappresentavano il rifiuto degli studenti contro la riforma e il governo avrebbe dovuto ascoltare la loro voce, ritirando appunto la riforma. Gli studenti italiani dovrebbero essere circa otto milioni, i dati del Miur sono di difficile accesso o almeno lo sono per chi non abbia una laurea in statistica… Che ne penseranno della riforma gli altri sette milioni e novecentoottantamila che non hanno chiesto al governo di ritirarla?
Gli incidenti che hanno profondamente danneggiato il centro di Roma il 14 dicembre sono stati provocati da una “esigua minoranza” di circa duemila persone. Su ventimila fanno il dieci per cento.
La rivoluzione egiziana – assicurano prestigiosi quotidiani come La stampa – è stata la rivoluzione dei blogger. Il primo appello a scendere in piazza lanciato su facebook aveva raccolto più di diecimila firme e alla prima manifestazione indetta dal Nobel El Baradei avevano aderito seimila persone. L’Egitto ha 83 milioni di abitanti. Poi sono scesi in piazza i Fratelli musulmani e i dimostranti hanno raggiunto i due milioni nella sola piazza della Liberazione.
Quando – a costo di quasi un milione di vite umane – abbiamo “esportato” la democrazia in Iraq, alle prime elezioni libere il partito sciita – vicino ovviamente all’Iran – ha conseguito il 60 per cento dei voti. Gli sciiti in Iraq sono il sessanta per cento della popolazione. Gli osservatori occidentali si dichiararono delusi del fatto che gli iracheni non facessero buon uso del dono che gli avevamo elargito.
Anche gli algerini, nel 1990, fecero un pessimo uso dell’aritmetica e quindi della democrazia, dando la maggioranza assoluta agli islamisti del Fis. Per spiegargli che avevano sbagliato a votare ci volle un golpe militare e una guerra civile che è ancora in corso.
Quando in Palestina si tennero le prime elezioni libere, sotto il controllo di 280 osservatori internazionali che ne attestarono l’assoluta correttezza, il partito islamista Hamas ottenne la maggioranza assoluta. Per dare ai palestinesi la solita lezione di aritmetica gli abbiamo subito messo l’embargo e il blocco ai finanziamenti internazionali, in attesa che imparino che la democrazia significa che devono eleggere chi diciamo noi, non chi dicono loro.
Forse questa storia dell’esportazione della democrazia non funziona come dovrebbe.
Per tornare a casa nostra registriamo con amarezza che il 70 per cento dei mezzi di informazione – che, secondo la stampa estera è controllata integralmente da Berlusconi tanto che l’Italia è messa agli ultimi posti in quanto a libertà di stampa – è invece apertamente opposta a Berlusconi… (il che significa o che Berlusconi non controlla l’informazione o che è davvero un incapace). Basandoci su questi dati dovremmo evincere che la maggioranza degli italiani sia contro il Premier.
Ma l’aritmetica ci frega un’altra volta, perché in tutta Italia i lettori di quotidiani non superano i cinque milioni (compresi i giornali sportivi, che sono i più venduti) quindi anche se tutti i lettori votassero contro Berlusconi sarebbero comunque poco più del 10 per cento. La maggioranza è ancora dannatamente illetterata e quindi non segue come dovrebbe i consigli del Corsera.
La democrazia è il governo della maggioranza, che però, in tutto il mondo, vota sempre “sbagliato”… Per quanto i demagoghi si impegnino, il demos – testone – non impara mai. Delle due l’una: o rinunciamo alla democrazia o ci tocca tenerci Berlusconi. O – come teorizzano alcuni – resta sempre il buon vecchio golpe. In Cile i carriarmati… in italia i magistrati.

Fonte: http://www.area-online.it/articoli/politica/243-la-democrazia-come-laritmetica-non-e-una-scienza-esatta.html