Altro che provocazione

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Non vogliamo certo vestire i panni degli ipocriti visto la delicatezza del problema, ma forse il formato del manifesto anti-aborto esposto nel centro di New York doveva essere di dimensioni ben maggiori, giusto per ricordare la squallida quanto rapida e facile presa di posizione di molte donne nel metter fine a quello che viene visto come un problema  e un peso.

MILANO – L’hanno piazzato a pochi passi dall’edificio che ospita la sede newyorkese di Planned Parenthood, la più grande rete di cliniche abortive degli Stati Uniti. Sta provocando grandi polemiche e ha diviso la Grande Mela, l’ultimo manifesto ideato da Life Always, associazione texana anti-aborto, che mostra una bambina di colore e una scritta: «Il posto più pericoloso per un’afro-americana è nel grembo materno». Il cartellone, che è stato affisso nel centralissimo quartiere di Soho, vuole denunciare l’aumento esponenziale di aborti portati a termine negli ultimi anni dalle donne afro-americane. MANIFESTO OFFENSIVO – Secondo le stime di Life Always «le interruzioni di gravidanza tra le donne afro-americane sono tre volte superiori a quelle del resto della popolazione» e questo trend è stato definito dall’associazione di Dallas un autentico «complotto genocida». Sul sito thatsabortion.com, l’associazione afferma che Planned Parenthoodha portato a termine nell’ultimo anno ben 300.000 aborti (di cui 17.000 solo nella città di New York) e che numerose cliniche abortive sono state disseminate nei quartieri dove vivono per lo più cittadini di colore. Il cartellone è sembrato ingiurioso non solo ai gruppi che sostengono il diritto delle donne ad abortire, ma a gran parte della società newyorkese. Bill de Blasio, il “public advocate” che tutela i diritti dei cittadini della Grande Mela per conto del Comune, ha definito il manifesto «gravemente offensivo per le donne e le minoranze». De Blasio ha anche rivelato che «questo manifesto non ha niente a che fare con lo spirito di New York». Ancora più dura Mary Alice Carr, portavoce del National Istitute for Reproductive Health che ha dichiarato alla Cnn: «Attaccano le donne perché scelgono l’aborto e allo stesso tempo distruggono il programma di pianificazione familiare. La loro ipocrisia è grande e odiosa proprio come questo cartellone».

DIFESA – Il pastore Stephen Broden, uno dei dirigenti di Life Always, dopo aver rilevato che la bambina presente sul cartellone è stata scelta per il suo viso innocente, afferma che non è un caso che il manifesto sia stato affisso a febbraio, mese in cui negli Usa e in Canada si festeggia il Black History Month, la diaspora della comunità africana nel mondo: «Durante il Black History Month noi celebriamo la nostra storia – ha dichiarato il pastore durante una conferenza stampa – Ma il nostro futuro è messo in pericolo da questo complotto genocida portato avanti attraverso l’aborto. Quella rappresentata sul manifesto è una realtà vera e tragica». Il pastore ha ripetuto che il manifesto vuole essere un messaggio provocatorio per illustrare uno dei più grandi problemi che affligge la popolazione nera. Tuttavia c’è già chi chiede a gran voce la rimozione del cartellone: «Lo esige la comune decenza – ha spiegato Christine Quinn, presidente del Consiglio comunale di New York – Definire la pratica dell’aborto un complotto genocida non è solo assurdo, ma è offensivo nei confronti delle donne e della comunità di colore».

Fonte: http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_24/new-york-aborto-manifesto-choc-tortora_fc4cf578-4017-11e0-9e6f-a362a9c0857e.shtml