Furor, chi siamo! [Manifesto]

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Furor rifiuta tutte le ideologie nate con la modernità, a partire dal progressismo

“Il progresso è soltanto un’idea moderna, vale a dire un’idea sbagliata” disse F. Nietzsche. E noi sottoscriviamo.

L’idea progressista ha la presunzione di guardare a tutto ciò che non è moderno come qualcosa di riprovevole, inadatta e destinata all’estinzione. Il passato è oscurità e va superato e con questa presuntuosa concezione getta via non solo la storia passata ma, strumentalizzandola, la manda in fumo insieme al modello etico, personale e collettivo, che dal passato giunge a noi invariato e che corrisponde all’idea Tradizionale.

Per lo stesso motivo rifiuta l’evoluzionismo

in quanto ideologia che, a prescindere dalle scarse conferme ottenute, pretende di confermare l’idea progressista dal punto di vista scientifico e si è imposta, tra l’altro, nella forma del darwinismo sociale, come ideologia che conferisce legittimità al potere del più forte, ideologia che ha contratto un matrimonio di convenienza con quella liberista che regna nell’economia.

Guardiamo alla scienza come alla naturale aspirazione dell’uomo alla conoscenza, aspirazione che lo contraddistingue dagli animali, ma distinguiamo nettamente questa voglia di sapere dallo scientismo che ha preteso e pretende di imporre la scienza e la materia come spiegazione di ogni cosa, comprese quelle verità esistenziali che ancora non ha spiegato e che la scienza mai potrà spiegare.

Rigettiamo il trinomio giacobino “libertà, fraternità, uguaglianza”

in quanto simbolo dell’ipocrisia della politica moderna. Senza il dovere la libertà resta una parola vuota, senza l’uguaglianza la fraternità è ingiusta ed irrealizzabile, senza riconoscere la diversità dei meriti individuali ben poca giustizia avremmo attraverso l’omologazione egualitaristica.

Perciò non accettiamo le ideologie nate a seguito della rivoluzione borghese del 1789: liberalismo, democraticismo, costituzionalismo e social-comunismo.

Non il liberalismo, che ha omologato i popoli combattendo le loro identità, ha la sua essenza nel laicismo e trova nel capitalismo il corrispettivo economico di una politica che non vede altri fini che quelli materiali, di fatto aprendo la strada all’ateismo socialista.

Non il democraticismo non possiamo riconoscere la bugia di un sistema in cui il popolo non conta nulla ma a cui si è ben riusciti a far credere di possedere la sovranità, definizione a cui non fa seguito nessun reale potere popolare.

Nel costituzionalismo osserviamo la finzione di una sovranità del diritto che è una contraddizione in termini utile soltanto a dare tutto il potere ad una burocrazia e ad una casta contro la quale non abbiamo voce in capitolo.

A causa delle estreme conseguenze egualitarie cui giunge e dei tratti inequivocabilmente “orwelliani” e totalitaristici, non possiamo che vedere nell’ideologia social-comunista il rovesciamento dei valori umani e politici tradizionali.

Nel mito delle nazioni riconosciamo il cancro che ha distrutto l’idea di Impero

concezione spirituale prima che politica conosciuta da tutti i grandi popoli e associata all’idea di una razza dello spirito, che riunisca gli uomini accomunati da una visione del mondo sacrale. Questa concezione alta del potere politico è esistita, quanto meno nella teoria, fino a che l’imbarbarimento dei costumi ha portato alla preminenza delle divisioni etniche, che hanno dato vita allo stato moderno che è già, di per sé, stato totalitario.

Ci battiamo contro il laicismo

conseguenza necessaria del liberalismo. Il suo male sta nel mascherare l’ateismo di fatto dello stato, e che lo stato impone alla società, con la separazione tra politica e “religione”, che equivale a voler separare l’azione dalla sede che valuta l’opportunità di compierla, ovvero dalla testa.

Diciamo no al femminismo perché la donna va difesa coi fatti e non con le chiacchiere

mentre il femminismo è un’ideologia che non punta al giusto trattamento della donna – obiettivo che non potremmo che sottoscrivere – ma costituisce soltanto uno dei tanti prolungamenti confusi del mito democratico ed è perciò strumentalizzazione politica di un genere, quello femminile, che proprio nei tempi moderni sta vivendo il suo momento più buio. Il femminismo, lungi dal limitarsi alla condizione della donna, ha mirato soltanto ad attaccare l’idea di gerarchia, costituendosi di fatto come terza gamba di uno stato borghese che proprio sul mito democratico ed egualitario ha costruito furbescamente le mura per difendere un potere che è rimasto in mano a pochi ma ha saputo propagandare bene le poche armi messe a disposizione dei popoli, concedendogli di fare molta confusione laddove si decidono cose di minima importanza.

Si alla Tradizione

Affermiamo il valore della Tradizione, unico esempio esistenziale e politico valido in eterno.

In linea con questa convinzione, riconosciamo un’unica divisione fondamentale, che è più che politica, è meta-politica: una civiltà sacrale da una parte ed una civiltà materialistica, che si afferma con la modernità, dall’altra.

Dovere e Merito, Gerarchia e Onore, Fedeltà, Lealtà e Coraggio non passano di moda

I valori non sono soggetti ad estinzione. Ma vediamo come stiano stretti ad un’ideologia egualitaria e materialista che li vede come il fumo negli occhi.

Crediamo che il Dovere venga prima di ogni diritto. E che il Merito sia alla base di ogni giustizia sociale.

Gerarchia significa Ordine Sacro, per cui non esiste Gerarchia che non sia fondata sullo spirito. Chi è il migliore lo si vede da questo.

Onore vuol dire essere integerrimo di fronte ai propri doveri, coerente con se stesso.

Fedeltà vuol dire dare valore alla parola data, che è il segno che ci contraddistingue da chi umanamente vale poco.

Lealtà vuol dire coerenza e serietà, rispetto. Vuol dire non voltare le spalle al momento della sconfitta. Vuol dire non tradire e guardare l’amico come il nemico in faccia.

Coraggio vuol dire avere in sé tutti questi principi e rispettarli a qualunque costo.

Come una flottiglia di anime, tenere fede a questi principi è la nostra battaglia

È su questi valori e non sui programmi politici che crediamo si combatta la battaglia oggigiorno.

Differenziarsi nello stile, impegnarsi a ritrovare uno spirito perduto dall’Occidente, denunciare il rovesciamento dei valori in ogni forma, portando altre persone a farlo con noi è il motivo per cui esistiamo come associazione. Chiunque riuscirà a fare propri questi valori si troverà, in un modo o nell’altro, a combattere la sua battaglia col sistema. E proprio questi uomini fanno parte della “flottiglia di anime” di cui parlava Leon Degrelle, destinata ad abbatterlo.