Militanti 24 ore al giorno

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Tratto da Minas Tirith

Venire a contatto con le regole Tradizionali non vuol dire accettarle passivamente, come molti fanno credendo che riempendosi la bocca di alcune terminologie o sfoggiando frasi ad effetto in determinate occasioni si trasformino così in eletti. Questi esibizionisti, vittime del proprio protagonismo, sono senza dubbio dei nemici, molto più vicini alla tendenza moderna dell’apparire senza essere che alla Tradizione. Accettare la dottrina tradizionale significa invece farla propria integralmente, darle spazio nella propria vita, conducendo un’esistenza conforme ai valori che essa impone (giustizia e verità prima di tutto), guardando alla Tradizione come unico punto di riferimento superiore. Questa dottrina infatti è l’unica che, se incarnata integralmente, può stabilire un legame tra la vita terrena ed il sacro. Naturalmente l’uomo per raggiungere quel miglioramento che rende la Tradizione prima di tutto uno stile di vita, deve prima crescere interiormente attraverso una progressiva formazione.

Per formazione quindi s’intende sia lo studio approfondito dei testi tradizionali, scritti da chi prima di noi ha avuto la responsabilità di tenere accesa la fiamma della tradizione e di trasmetterla a noi, uomini di oggi. Oltre allo studio un altro mezzo per raggiungere una degna formazione è quello di crescere in una comunità militante, poiché solo così si può venire a contatto con valori come la gerarchia, l’ordine e la disciplina, anch’essi fondamentali per una cultura tradizionale completa.

Naturalmente tutto il lavoro appena descritto sarà inutile se ci si limiterà a comportarsi secondo le regole della dottrina solo nei momenti di lettura o di riunione con gli altri militanti, poiché non si costruisce così uno stile di vita. D’altronde, leggendo queste parole sembra facile raggiungere gli obiettivi sopra elencati, ma tra il leggerli e il metterli in atto bisogna affrontare tutte le difficoltà che il mondo moderno ci prospetta, senza cedere ad alcuna tentazione. La società in cui viviamo infatti, nella quale governa incontrastata la sovversione di ogni concezione normale, punta ad uccidere e seppellire per sempre l’idea tradizionale sostituendo ad essa tutte le idee sovversive che già oggi governano incontrastate nel mondo.Tanto per citarne qualcuna, possiamo pensare alle tendenze materialiste e consumiste che ormai sono dominanti nella maggior parte degli uomini e li rendono schiavi di tutto ciò che è unicamente fisico, allontanandoli dalla nostra dottrina basata invece su ciò che non ha vincoli di tempo e spazio, ovvero la metafisica.

Già riflettendo su quest’ultima frase si può capire la netta differenza che distingue un uomo moderno da un militante del fronte della Tradizione. Credendo esclusivamente nel materialismo, l’uomo moderno pone la sua esistenza come un qualcosa che inizia con la sua nascita e termina con la sua morte, senza che dopo quest’ultima ci sia una vita superiore.

Al contrario l’uomo della Tradizione, ponendo il sacro al centro della propria esistenza, giudica la sua vita terrena come un passaggio verso l’eternità e quindi non pensa alla morte come se fosse la fine di tutta la sua esistenza. Da quanto appena detto si può trarre una semplice e diretta conclusione: il militante della Tradizione dopo essersi formato e aver fatto suo un preciso ed esemplare stile di vita, deve resistere affinché le tentazioni non lo coinvolgano. Solo cosi la sua vita sarà degna di tenere accesa quella fiamma che brucia da millenni e che un giorno ritornerà ad illuminare il mondo intero e solo così la sua esistenza potrà essere come la via della Tradizione:eterna.

Fonte: http://tradizionalmente.it/home/minastirith/item/minastirith-0211