Fatti non foste per vivere come bruti..

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Episodi di violenza di matrice politica avvengono periodicamente da entrambe le parti, è inutile nascondersi dietro cataste di ipocrisia. Poi il fatto che il potere e chi lo influenza mostri maggiore tolleranza da una parte e meno dall’altra è un’altra questione, che sappiamo essere figlia dei nostri tempi, di un’epoca di corruzione generale. Nulla da stupirsi dunque se questi reietti umani continuano a servire ed ad agire per la cultura dominanate.

Negli ultimi giorni di aprile abbiamo assistito a una crescita esponenziale degli episodi di violenza da parte di teppisti (cioè quelli che Tg3 e Repubblica definiscono i ”giovani”) appartenenti ai “centri sociali” della sinistra. Forse eccitati dall’approssimarsi delle loro ricorrenze storiche, i comunisti hanno iniziato il 21 aprile con l’aggressione a un consigliere comunale di Padova che, insieme al figlio diciannovenne, è stato colpito alla testa e ha riportato diversi traumi.

A seguire ci sono stati altri episodi di violenza, a cominciare da Roma, dove un dirigente di CasaPaund è stato ferito con colpi di pistola a una gamba e poi i più gravi sono avvenuti a Napoli. Prima è stato preso di mira un ragazzo di destra che fuori all’università, è stato aggredito e colpito ripetutamente alla testa e al volto con un manico di piccone.
Quindi c’è stata un’altra aggressione, sempre nella giornata del 29 aprile, nei confronti del candidato sindaco di Napoli del Pdl  Gianni Lettieri. Gli aggressori anche questa volta vicini ai centri sociali – spesso armati di coltelli, bastoni, pronti a lanciare bottiglie, bombe carta, sassi – hanno aperto un campo di battaglia nel centro della città, nell’episodio sono stati feriti due agenti mentre il candidato sindaco ha subito un tentativo di pestaggio, sputi, insulti e minacce. A completare il quadro degli attentati partenopei, in diverse sedi del Pdl sono state fatte esplodere alcune bombe carta.

Riportiamo questi fatti come una cronaca normale, di quotidiana illegalità, mentre in realtà si tratta di una gravissima escalation di violenza bestiale stile anni ’70 che i comunisti dei centri sociali, gli antagonisti, praticano abitualmente nell’indifferenza complice della grande stampa e dei media.

Non credete che questo clima di odio nei nostri confronti sia fomentato dagli stessi partiti della sinistra, dai politici che tacciono, dalle trasmissioni televisive e dai giornali che travisano i fatti? Per quanto tempo ancora dobbiamo sopportare? Proviamo solo per un attimo a immaginare cosa sarebbe accaduto se i fatti di Napoli fossero stati compiuti da militanti di destra.

Negli ambienti di centro-destra ci si chiede a chi giovi tollerare l’instaurarsi di questo clima, se neppure con istituzioni alle quali sono preposti esponenti della maggioranza si riesce a porre un freno ai picchiatori rossi, mettendo i ragazzi di destra, che pure non intendono rispondere con la violenza, di fronte alla necessità di salvaguardare la propria incolumità. Insomma persone normali e giovani militanti stanno svolgendo una campagna elettorale con successo ed entusiasmo e non sono abituati a confrontarsi con coltelli, bastoni e spranghe.

http://www.area-online.it/articoli/societa/343-aprile-radioso-e-ardimentoso.html