I problemi della donna nella interpretazione tradizionalista. Un solo responsabile: l’uomo.

468

a cura del Cuib Femminile

Questa settimana proponiamo un altro articolo, apparso qualche tempo fa sulla rivista Heliodromos, sulla svirilizzazione dell’uomo a discapito di una crescente virilizzazione della donna.

“In verità non è contro la donna che dovrebbe essere diretta la reazione contro il femminismo e la altre deviazioni femminili, ma contro l’uomo”. J. Evola.

In verità, il femminismo lotta contro il miraggio di una virilità abusiva. È da molto tempo che l’occidente non poggia più su puri principi patriarcali e noi possiamo sostenere che il fallocratismo di cui si lamentano, spesso giustamente, le “donne in collera” deriva dalla degenerescenza delle strutture patriarcali. In effetti, “è perché gli uomini non sono uomini che le donne si sono sforzate di essere virili” (D.H. Lawrence: L’amante di lady Chatterley”). L’universo decadente introduce una disarmonia tra il sesso interiore e il sesso fisico (Cfr. per le idee di “sesso interiore” e di “sesso fisico” J. Evola: Metafisica del sesso). Così la presenza di un fallo non è più un segno di virilità quanto quello di una vagina non lo è della femminilità. Da ciò gli uomini effeminati e le donne del tipo “ragazzo” viriloidi.


Ciò detto, sarebbe inesatto affermare che le femministe castrano gli uomini. Esse non fanno altro che approfittare di una situazione acquisita: la svirilizzazione crescente degli individui di sesso maschile. Ecco perché la misoginia antifemminista è assolutamente inefficiente: essa accusa le donne di difetti o insufficienze la cui origine deriva dall’uomo. Quest’ultimo si rifiuta di riconoscere il frutto delle sue opere: perché il principio femminile per eccellenza essendo, dal punto di vista tradizionale, il principio eterico (il fatto di essere altro), la più piccola mancanza maschile rischia di produrre incalcolabili ripercussioni sull’attitudine delle donne.

Uno dei primi doveri di un femminismo di Destra sarebbe quello di mettere sotto accusa gli uomini, davanti al tribunale del sesso, per mancanza di virilità. Sull’atto d’accusa, per eliminare ogni difesa “maschilista”: la virilità è prima di tutto spirituale (e soprattutto, non confondere la brutalità e la virilità: ogni essere spiritualmente virile si può permettere la più grande delicatezza). Un altro obiettivo consisterebbe nel dimostrare alle donne che più esse svilupperanno in loro coscientemente e, in certi casi, “virilmente”, la loro femminilità, più i loro compagni saranno facilitati a riconquistare la loro virilità perduta.

Tratto da Heliodromos, n. 10, Marzo – Aprile 1980.