Fermarsi un instante

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a cura del Cuib Femminile

Troppo spesso si ha difficoltà a fermarsi anche solo un istante, col tempo si perde l’abitudine, subentra la pigrizia, fino ad aver paura: paura di fermarsi per guardarsi dentro e guardarsi intorno. Forse sarebbe più facile condurre la propria esistenza come attori, che devono interpretare il copione che è stato loro assegnato e tutt’al più cercare di interpretarlo nel mi¬gliore dei modi. Ma non saremmo esseri umani non saremmo uomini e donne, questo status che ci appar¬tiene ci conferisce la capacità di pensiero, di intro¬spezione. Il possedere queste capacità ci pone il dovere di esercitarle per crescere e per migliorarci.
Quante volte si sente dire che ciò che si apprende sui libri è limitato se resta senza l’insegnamento che solo la vita può dare, senza l’esperienza. È vero, ma l’esperienza deve essere vissuta con coscienza, viven¬do senza perdere il contatto con noi stessi, con ciò d cui siamo fatti e in primis con il nostro spirito e la nostra anima. L’antica e sana abitudine di riflettere sulla giornata appena trascorsa; una sorta di pulizia e mes¬sa in ordine della propria mente e del proprio cuore prima di abbandonarsi al sonno ristoratore. Un po’ come si sistemano le valigie e ,gli abiti prima di partire per un viaggio. Riflettere ed esaminare gli accadimenti della propria giornata: le nostre azioni e le nostre reazioni il più delle volte fatte di umane passioni. Quante cose che non ci piacciono riusciremmo a vedere se ci fermassimo un istante con la volontà e l’impegno di ergerci a giudici d noi stessi, giudici e non avvocati.
Questo è quello che dovremmo fare: prendere l’abi¬tudine (cercando ciò che dì positivo c’è nell’abitudine) di riflettere sulla nostra giornata non lasciando che essa trascorra senza averci lasciato alcun insegna¬mento. Assumere questo impegno con noi stessi, rita¬gliare un pezzettino del proprio tempo per rimanere soli con noi stessi può sembrare una cosa semplice e a volte sciocca e forse anche una perdita di tempo, tut¬to ci spinge a ritmi serrati, a correre, a non poter per¬dere tempo perché “il tempo è denaro”. Con queste piccole cose, con influssi che si propagano a largo raggio, saremo attivi e padroni della nostra esistenza.

Contributo tratto dal “Il Coraggio di Essere Donna – Riflessioni sulla donna, Tradizione e mondo moderno” a cura del Cuib Femminile di Raido. Edito e stampato in proprio, Maggio 2007, Roma.